sabato 30 marzo 2013

Time

Cari orologiai, 
il film di oggi è del 2006 ed è il tredicesimo del nostro amato Kim Ki-duk

Dopo L'arco e prima di Soffio, in un ottica in cui la campana gaussiana non è applicabile ad un artista capace di rinnovarsi e trasformarsi in continuazione. Una fase bella, diretta, fatta di storie che è bello raccontare. Forte di un'arroganza che gli ha permesso di superare i successi passati e continuare a testa bassa con i suoi film intensi, imperfetti, senza paure o aspettative.

Time è vivace quando scorre, drammatico nei contenuti, mantenuti sapientemente in un clima di tensione. Sullo sfondo del Baemikkumi Sculpture Park, in un bar al centro di qualche piccola città, in una di quelle bettole dove si va a prostitute, i momenti di una relazione si succedono con noncuranza, ma dopo essersi trasformati in ricordi, diventano unici e irripetibili. Il loro scorrere è una ineffabile perdita. Irreversibile passo verso la morte.

Il tutto si svolge in una dimensione simbolica. Inutile dirlo. Qualche personaggio viene sacrificato in questo processo, come il medico che casca dalle nuvole (la deontologia, questa sconosciuta!) o questi due protagonisti che cambiano e si cercano portandoci in giro per location suggestive, foto custodite e poi distrutte per celare un segreto, sentimenti che ti soffocano e decisioni drastiche.

Ji-woo (Ha Jung-woo) è un idiota egoista, Bello come il sole e con una faccia da schiaffi non indifferente. Lo ritroveremo spesso su questo blog, anche come regista!

Seh-hee (Sung Hyun-ah) è una pazza isterica, il suo personaggio sembra ritagliato intorno all'attrice che la interpreta. Miss Corea 1994, dopo 12 anni anche lei deve fare i conti con il tempo che scorre, con il fatto di non essere più all'altezza della cosa che le veniva meglio: essere un bel trofeo. Naturalmente la donna nella vita reale, oltre ad averci regalato questa ottima (seppur breve) interpretazione, ha intrapreso un percorso più complesso.


TRAMA: Seh-hee (Sung Hyun-ah) e Ji-woo (Ha Jung-woo) sono una bellissima coppia. Giovani, belli, benestanti. Lui un po' farfallone, lei gelosa da morire. Quando il sospetto che la loro relazione stia volgendo a termine solletica l'istinto di lei, qualcosa scatta. Un meccanismo a tempo che li separa e poi li fa incontrare di nuovo, con una nuova faccia, portando indietro le lancette dell'orologio della loro relazione. Ma la ricerca di novità, il desiderio di rinnovarsi, la paura di invecchiare, trascina entrambi in una spirale autodistruttiva...

Disponibile su Amazon in DVD full ITA.

mercoledì 27 marzo 2013

A man who was Superman

Cari supereroi, 
il film di oggi risale al 2008 per la regia di Jeong Yoon-cheol e segna un gradito ritorno su queste pagine: Jun "Gianna" Ji-hyun, l'attrice che ci ha deliziati tutti in My sassy girl. Affianco a lei Hwang Jung-min, che abbiamo visto in La moglie dell'avvocato e vedremo in Black house e Bittersweet life.
Un film a cavallo tra il fantastico e il realismo più disincantato, che punta il dito contro l'egoismo e l'individualismo di una società che cresce all'ombra di una normalità sempre più definita e innalzata a parametro, sotto il quale qualsiasi forma di deviazione viene risucchiata al disopra della superficie, oppure schiacciata inesorabilmente.

Il film è molto gradevole, ma spesso ricorre ad espedienti narrativi un po' scontati e prende un po' troppo per mano lo spettatore verso una morale elementare. La coppia protagonista è ben assortita, ma non all'altezza delle aspettative. Jeong si lascia sfuggire alcune occasioni per trasformare un bel film in un capolavoro.

TRAMA: Song Soo-jung (Gianna Jun) è una produttrice televisiva specializzata in servizi strappalacrime su casi umani. Per quanto abbia un discreto successo di pubblico, il network la sottopaga e dopo tre anni la sua carriera langue. Decisa ad andarsene in Africa con una troupe di colleghi, parte con una telecamera presa come anticipo sugli stipendi arretrati. Quando in metropolitana un ladro cerca di scappare con la sua preziosa attrezzatura, Superman le salva la carriera, recuperandole la videocamera e procurandole lo scoop della sua vita. Lui è un uomo sulla trentina, in camicia hawaiiana, che dice di essere Superman, intrappolato in città per via di una scheggia di cryptonite nel suo cervello che gli impedisce di usare i suoi superpoteri...

Alcuni momenti molto divertenti, sottolineati da una colonna sonora puntuale e improvvisi sprazzi di pura poesia che ti prendono alla sprovvista.
Un film assolutamente da non perdere!

Disponibile su Amazon in DVD sub ENG.
Buona visione.

lunedì 25 marzo 2013

Whispering corridors

Care collegiali, 
in Corea amano il cinema. Davvero!
Dal 1945, dopo la resa del Giappone, in Corea muove i primi passi un'industria cinematografica destinata a diventare imponente.
Durante la guerra di Corea, la produzione di pellicole mute a tema libertà e felicità, si arresta, fino all'armistizio del 1953.
Da quel momento, per vent'anni, inizia quella che è considerata l'età d'oro, caratterizzata da una produzione intensa e di grande qualità.
Negli anni '70, il governo decide di mettere mano all'industria cinematografica, sostituendo il precedente Union of Korean Film Promotion con il Korean Motion Picture Promotion Corporation, un organo che con il pretesto di riformare e favorire la produzione cinematografica, di fatto impose pesanti censure per un decennio. 
Negli anni '80, dopo l'assassinio del governatore Park Chung-hee e i tumulti interni al Paese, il clima politico è decisamente confuso. Tuttavia il cinema scopre un periodo di relativa libertà, culminata nel 1992 quando la pellicola Marriage Story, diretta da Kim Eui-suk, con Him Hye-jin (che troveremo nel cast di Green Fish di Lee Chang-dong), viene finanziata dalla Samsung, bypassando il controllo statale e lanciando la seconda età d'oro che dura fino ad oggi. 
Per approfondire sul cinema coreano precedente agli anni '90, vi consigliamo questo meraviglioso canale youtube.

Tornando a noi, il film di oggi è del 1998, scritto e diretto da Park Ki-hyung ed è un film di genere Horror, molto classico, con ambientazione in un sinistro collegio femminile. Nonostante il discreto successo in patria, i tempi non erano ancora maturi per approdare all'estero, ma è stato comunque sufficiente per diventare il capostipite di una saga che conta ad oggi ben cinque episodi. I film non hanno molto a che fare tra loro, tranne essere tutti ambientati in un liceo femminile e tutti trattano il tema del suicidio e dei fantasmi inquieti.

Non è un film bellissimo, nè in generale, nè come horror, ma è comunque piacevole  e divertente e si inquadra alla perfezione nel clima dell'esplosione che porterà il cinema coreano fino a noi... be' noi italiani ci arriveremo, prima o poi.

TRAMA: la professoressa Park, meglio nota come Vecchia Volpe, si attarda nel suo ufficio la notte precedente l'inizio del nuovo anno scolastico nel liceo femminile Jookran. Guardando gli annuari, si accorge di una strana alunna che sembra frequentare le lezioni da decenni. 
Si tratta di Jin-ju, una studentessa suicida nell'aula d'arte, il cui fantasma si dice infesti la scuola. 
Mentre cerca di avvisare il preside, qualcosa la aggredisce e la uccide...

Disponibile su Amazon in DVD sub ENG o in cofanetto 5 DVD sempre sub ENG.
Buona visione.

sabato 23 marzo 2013

Poongsan

Cari messaggeri, 
nel sabato di Film Coreani ITA dedicato a Kim Ki-duk, il film di oggi NON E' di Kim Ki-duk. Ormai la filmografia è agli sgoccioli e ci sono rimasti solo pochi titoli da vedere. Mancano Time e Pietà, che arriveranno presto. Di quelli scritti e prodotti dal regista, ma diretti da qualcun'altro, ci siamo già visti Beautiful e Rough Cut e oltre al film di oggi, rimane Secret Reunion, e anche quello arriverà presto.

PoongsanPhungsan Dog è un film del 2011, diretto da Juhn Jai-hong, il pupillo di Kim Ki-duk, che abbiamo conosciuto come regista di Beautiful (2008), con Kim Gyu-ri nel ruolo della protagonista femminile, per la prima volta su queste pagine, ma che impareremo a conoscere presto perchè la vedremo in Memento Mori, il secondo capitolo della saga di Wispering Corridors che parte lunedì e successivamente in hahaha di Hong Sang-soo.

TRAMA: Poongsan è una razza canina molto diffusa in Asia, simile al nostro pastore svizzero bianco e in questo caso è il soprannome di un uomo che fa un lavoro davvero pericoloso. Su commissione di personaggi pubblici e privati, valica il confine tra la Corea del sud e quella del nord per consegnare corrispondenza e varie ed eventuali. Un messaggero specializzato a non lasciare tracce e non fare rumore. Proprio come i cani utilizzati in tempo di guerra per consegnare messaggi in zone infestate dai cecchini. Un messaggero la cui utilità è enorme, ma il cui vantaggio principale è proprio lo scarso valore che si dà alla sua vita. Quando il "pacchetto" da consegnare si rivela una donna bellissima, la fedeltà e l'integrità dell'uomo, vacilla. Tra i due sembra nascere qualcosa, ma con una vita come la sua, un poongsan innamorato, è un poongsan morto.

Disponibile su Amazon in DVD region free sub ENG.
Buona visione.

mercoledì 20 marzo 2013

Howling

Cari lupacchiotti, 
il film di oggi è un poliziesco del 2012, diretto da Yoo Ha, nome d'arte di Kim Young-joon, classe '63 solo al suo sesto lungometraggio da regista. Non perché non piacciano i suoi film (oltre 30 mlioni di dollari di incassi!), ma piuttosto perché prima di tutto è famoso in patria come poeta.
Il poliziesco è un film di genere, con le sue regole e i suoi tempi. Un po' come la poesia, ma anche no. Quello che intendo è che c'è molto più di quello che vi aspettate. Prima di tutto Song Kang-ho, con tutto il suo carisma e quella presenza scenica di cui è impossibile stancarsi, poi c'è lei: Lee Na-young, protagonista di Dream di Kim Ki-duk.

La storia è tratta dal romanzo The hunter (1996) della scrittrice giapponese Asa Nonami.

TRAMA: Il detective Sang-gil e la novellina Eun-young, ricevono il caso di uno strano suicidio. Nonostante gli attriti iniziali, svolgono molto bene il loro lavoro, scoprendo che il caso dell'uomo che si è dato fuoco all'interno della sua macchina, non è un semplice suicidio. Insieme vanno a caccia di un serial killer molto particolare...

Un ringraziamento speciale a hellboy27 per i sottotitoli!
Disponible su Amazon in DVD e BLURAY sub/dub DE.
Buona visione.

sabato 16 marzo 2013

The Coast Guard

Cari guardacoste, 
per chi non lo sapesse, da queste parti il sabato è il giorno consacrato al regista Kim Ki-duk. Il film di oggi è del 2002, ottavo lavoro del regista. Per nulla intimorito dal successo di Bad guy, uscito l'anno prima e a parità di costo (meno di un milione di dollari di budget totale) ha spiazzato tutti con i suoi quasi 300 mila spettatori, si ripresenta al botteghino come se niente fosse, con un film diverso e coraggioso.
Un film contro i militari, la guerra, la violenza in generale, che presenta un plotone di guardacoste in una bellissima località marittima vicino al confine con la Corea del nord, ridicolizzando la disciplina, la gerarchia e il modo stesso in cui gli ordini sono eseguiti. Non ho idea di quanto ci sia di vero in quello che si dice sui protocolli militari, sul coprifuoco in zona di confine, non è nemmeno importante ai fini della storia. Certamente anche da noi a valicare un confine militare si rischia la vita. Il problema nasce quando seguendo ordini stupidi, senza pensare alle conseguenze, si scopre di avere una coscienza. Si scopre che l'odio genera odio, la violenza genera violenza e quando tutto è perduto non rimane che la pazzia.

Come in tutti i film dell'universo Kimkidukiano, i personaggi non sono cattivi ed è proprio questa la loro condanna. Sono buoni che hanno smarrito la via, buoni che agiscono d'impulso e fanno una cazzata e poi la pagano cara. Non è una condanna verso le persone o verso l'istituzione militare, ma piuttosto contro il sonno della ragione.

TRAMA: Kang Sang-byeong è uno zelante soldato della marina Coreana del sud, di stanza in una base nei pressi del confine con la Corea del nord. Ogni notte una pattuglia sta di guardia sulla spiaggia nell'eventualità che una spia nord coreana cerchi di superare a nuoto il confine. Una prassi che si porta avanti dal dopoguerra e prevede onore e gloria per chi esegue gli ordini, sparando per uccidere. Pazienza se poi si tratta di una coppia di civili ubriachi in cerca di intimità...

Disponibile su Amazon in DVD ed. USA sub ENG/SPA.
ATTENZIONE: disco regionalizzato #1 potrebbe non funzionare nella maggior parte dei lettori dvd.
Buona visione.

giovedì 14 marzo 2013

Antarctic journal

Cari pinguini, 
il film di oggi risale al 2005 ed è stato un flop. Opera prima del regista Yim Pil-sung, vanta un cast eccezionale come Song Kang-ho che abbiamo visto ne La trilogia della vendetta, Memories of murder, The host e The show must go on, e Yoo Ji-tae che conosciamo per Oldboy e Secret love. La pellicola ha suscitato scalpore per il suo budget elevato (6,5 milioni di dollari), inusuale per un esordiente. Una volta al cinema, lo spettatore coreano si è rivelato sospettoso e gli incassi non hanno superato i 5,5 milioni.
La storia, ambientata nel punto più sperduto del continente Antartico, è stata in realtà girata in Nuova Zelanda, in una località montuosa. Il cast e l'ambientazione da soli, valgono le due ore della vostra vita. La suggestione del deserto di ghiaccio e la consapevolezza che il minimo errore potrebbe costare la vita alla spedizione, fanno il resto. L'istinto di sopravvivenza e l'ossessione per una meta difficile da raggiungere, fanno vivere i personaggi costantemente sul filo del rasoio.
Un giorno perenne ferisce gli occhi col suo candore anche nelle ore notturne e non dà tregua all'equipaggio stremato che cerca di dormire, il tutto in un ambiente silenzioso e asettico.
Le riprese dall'alto della carovana col suo carico essenziale per la sopravvivenza, in marcia nel mezzo del nulla, fanno intuire che il minimo attrito scatenerà i mostri che ogni uomo per sua natura si porta dentro.

Un film bellissimo che scivola via in fretta, nonostante i suoi dialoghi lenti e strascicati, ma che trova i suoi limiti in troppa cane al fuoco, riferimenti sovrannaturali, espedienti da k-horror caduti nel vuoto e un diario che tutto sommato avrebbe potuto anche non esserci...

TRAMA: Choi Do-hyung (Song Kang-ho) è a capo di una spedizione coreana nel continente Antartico, per raggungere il P.O.I. (Pole Of Inaccessibility), il punto interno al continente, più lontano da qualsiasi linea costiera. Già raggiunto nel 1958 da una spedizione russa, costituisce una delle più grandi sfide sulla terra.
Una squadra di sei uomini, molto preparati e con attrezzature all'avanguardia, tentano l'impresa.
Il loro cammino è faticoso, ma inizialmente spensierato. Regna l'entusiasmo e la voglia di scherzare, ma lentamente il sole perenne, il silenzio, il candore del deserto di ghiaccio, voragini che ti si aprono all'improvviso sotto i piedi, cambiano l'umore della squadra.
Dai ghiacci spunterà il cadavere di un esploratore inglese che nel 1922 ha tentato l'impresa senza successo e il suo diario, perfettamente conservato per ottant'anni. Dentro quel diario, la descrizione di un viaggio difficile dall'esito tragico, che assomiglia drammaticamente a quello intrapreso dai sei uomini coreani...

Disponibile su Amazon in DVD ed. Germania sub/dub DE.
Buona visione.