Cari mostriciattoli,
il film che vi proponiamo oggi è del 2013, diretto da Jang Jun-hwan, regista già noto su queste pagine per quel piccolo capolavoro intitolato Save The Green Planet. Un ritorno dietro la macchina da presa che ha richiesto ben dieci anni, ma che è stato premiato da una platea entusiasta e sconfinata. 1,2 milioni di biglietti staccati nella prima settimana di proiezione, per un incasso totale equivalente a quasi 16,4 miliardi di dollari.
Un cast d'eccezione ha prestato il volto a una famiglia atipica di malavitosi professionisti:
Il protagonista Yeo Jin-goo, che ricorderete nei flashback di Antique (tradotto per noi da ela) e A Frozen Flower (tradotto per noi da ela) rastrella premi come miglior attore emergente in tutti i festival asiatici. Classe '97, faccia da bravo ragazzo, ho impressione che ne sentiremo parlare spesso in futuro!
Kim Yun-seok non ha bisogno di presentazioni, basti ricordare il detective protagonista di The Chaser o il boss venditore di cani in The Yellow Sea. Con il suo faccione simpatico, ma il suo sguardo di ghiaccio, genera emozioni contrastanti ed è perfetto in questo ruolo di padre severo (a volte un po' sadico!) ma giusto. Interpreta Seok-tae, il leader carismatico della banda.
Jang Hyun-sung, già su queste pagine per Real Fiction e Shiri. Interpreta Jin-sung, la mente del gruppo.
Cho Jin-woong, che ricorderete come detective in Perfect number (tradotto per noi da ela), An Ethic Lesson (tradotto per noi da Scodazzi), Nameless Gangster (tradotto per noi da Scodazzi) e A Dirty Carnival (tradotto per noi da ela), interpreta Ki-tae, esperto di guida e spesso troppo sentimentale.
Kim Sung-kyun, che ricorderete per aver interpretato il serial killer in The Neighbor (tradotto per noi da Daesdemona) e anche lui in Nameless Gangster (tradotto per noi da Scodazzi), interpreta Dong-bum esperto di arti marziali e mentalmente instabile. Il suo sorriso fa venire i brividi!
Park Hae-joon interpreta Bum-soo, l'esperto di armi da fuoco.
Nomination a Park Ju-seok per miglior sceneggiatura originale al Blue Dragon e premio per la miglior colonna sonora per Mowg, già autore della colonna sonora di I Saw the Devil, Masquerade e Silenced.
Un Thriller adrenalinico dalla prima all'ultima inquadratura, con scene di lotta impeccabili, inseguimenti e fughe in auto da far impallidire una produzione americana, il tutto condito con una buona dose di ironia e un certo gusto per la tragedia.
C'è una bella storia d'amore che sboccia tra il protagonista e una bella coetanea, c'è una famiglia "naturale" e una famiglia con cinque padri (che se lo scoprono qui in Italia ci fanno un Family Day apposta!), c'è un mostro in CGI che si aggira in un seminterrato...
Insomma, siamo sicuri che sarà un regalo particolarmente gradito!
Il produttore, Lee Jung-dong, capo della Now Film, si è già venduto i diritti agli americani per un remake che sarà diretto da Frida Torresblanco.
Alle traduzioni torna la nostra impagabile ela, che ha dato voce e naturalezza a questa strana famiglia. Come al solito non abbiamo abbastanza parole per ringraziarla a sufficienza!
TRAMA: Hwayi (Yeo Jin-goo) è un ragazzino adolescente che vive e lavora in un vivaio insieme ad una famiglia composta da cinque padri. Fiori e piante sono solo una copertura per i loro loschi affari. Infatti dietro l'apparenza innocua, in quel vivaio di periferia si nasconde la banda degli Day Breakers, feroci sicari al soldo della mafia e della politica. Hwayi è un esperto di lotta, scasso, guida acrobatica, tiro di precisione con armi convenzionali e non. Un killer perfetto, che tuttavia sta per scoprire qualcosa che gli sconvolgerà la vita...
Disponibile su Amazon in STREAMING, NOLEGGIO e DOWNLOAD sub ENG
Sottotitoli in italiano disponibili nel nostro fansub!
Buona visione.
venerdì 8 aprile 2016
giovedì 3 marzo 2016
For Horowitz
Cari pianisti,
Il film che vi proponiamo oggi è del 2006, diretto da Kwon Hyung-jin, regista al suo secondo lungometraggio e per la prima volta su questo blog.
Girato a costo praticamente zero (con il contributo del canale televisivo MBC) in una provincia nell'estremo sud della penisola coreana, ha ottenuto un successo inaspettato, sfondando il tetto dell'equivalente di 2,5 milioni di dollari. Ha inoltre rastrellato nomination ai festival asiatici e vinto il premio come miglior regista esordiente al 44esimo Grand Bell Award e come miglior colonna sonora (assegnato al compositore Lee Byung-woo, già autore delle musiche di Two Sisters, The Host e Mother) al Korean Film Awalrd.
La musica la fa da padrona in tutta la pellicola, con lezioni di piano e concerti veri o sognati, che ci portano sulle note di Vladimir Horowitz (appunto), fino al Concerto per piano in Do minore (Op.18) del grande Sergei Rachmaninoff, che dopo la visione del film avrete voglia di sentire per intero! Cosa che potrete fare, cliccando qui.
Un film di quelli che piacciono a noi, drammatico fino all'estremo, con momenti molto divertenti. La sua ambientazione provinciale gli regala un tocco di fascino, con il suo modo discreto di raccontare un mondo semplice e genuino, ma al contempo l'autore/regista non disdegna qualche frecciatina contro una società eccessivamente piramidale in cui una persona a cui manca un solido background difficilmente riesce ad emergere nonostante il suo talento.
E' il caso della bella protagonista Kim Ji-soo, interpretata da Uhm Jung-hwa (famosissima in patria come attrice, modella e cantante). Figlia di una famiglia di classe media, non abbastanza ricca da permettersi di studiare in accademie internazionali, finisce con l'aprirsi una piccola scuola di piano in un piccolo centro commerciale sperduto nel nulla e cercare di arrivare a fine mese suonando ai matrimoni.
Lei la ricorderete per Marriage is a crazy thing, del grande Yoo Ha e Seducing Mr. Perfect, girato appena un anno dopo. Salta subito all'occhio il fatto che quella che si racconta è un po' la storia personale dell'attrice. Figlia di un maestro di musica morto in un incidente in moto quando lei aveva appena 6 anni, ha studiato ed è riuscita ad emergere nonostante le gravi ristrettezze economiche che la sua famiglia ha dovuto affrontare. Una storia che le è stata cucita addosso e che proprio per questo si rivela ancora più viva e struggente.
Il protagonista maschile invece è il grande Park Yong-woo, abile trasformista che abbiamo visto in Shiri e Papa e che vedremo presto in Hway: a monster boy.
Un'altra impeccabile traduzione del nostro Caprenne, che non ringrazieremo mai abbastanza.
TRAMA: Kim Ji-soo è una maestra di piano in una città di provincia. Le sue difficoltà a sbarcare il lunario sono amplificate dal fatto che non ha ancora un marito e dal suo rapporto turbolento con un orfano pestifero che bazzica il suo quartiere. Per via della sua spiccata sensibilità, la donna accetta di fornire ogni tanto un piatto caldo al bambino e - già che c'è - delle lezioni di piano. Sì, perché quel bambino pestifero ha del talento nascosto...
Disponibile su Amazon in DVD sub Eng.
Sottotitoli disponibili nel nostro Fansub!
Buona visione.
Il film che vi proponiamo oggi è del 2006, diretto da Kwon Hyung-jin, regista al suo secondo lungometraggio e per la prima volta su questo blog.
Girato a costo praticamente zero (con il contributo del canale televisivo MBC) in una provincia nell'estremo sud della penisola coreana, ha ottenuto un successo inaspettato, sfondando il tetto dell'equivalente di 2,5 milioni di dollari. Ha inoltre rastrellato nomination ai festival asiatici e vinto il premio come miglior regista esordiente al 44esimo Grand Bell Award e come miglior colonna sonora (assegnato al compositore Lee Byung-woo, già autore delle musiche di Two Sisters, The Host e Mother) al Korean Film Awalrd.
La musica la fa da padrona in tutta la pellicola, con lezioni di piano e concerti veri o sognati, che ci portano sulle note di Vladimir Horowitz (appunto), fino al Concerto per piano in Do minore (Op.18) del grande Sergei Rachmaninoff, che dopo la visione del film avrete voglia di sentire per intero! Cosa che potrete fare, cliccando qui.
Un film di quelli che piacciono a noi, drammatico fino all'estremo, con momenti molto divertenti. La sua ambientazione provinciale gli regala un tocco di fascino, con il suo modo discreto di raccontare un mondo semplice e genuino, ma al contempo l'autore/regista non disdegna qualche frecciatina contro una società eccessivamente piramidale in cui una persona a cui manca un solido background difficilmente riesce ad emergere nonostante il suo talento.
E' il caso della bella protagonista Kim Ji-soo, interpretata da Uhm Jung-hwa (famosissima in patria come attrice, modella e cantante). Figlia di una famiglia di classe media, non abbastanza ricca da permettersi di studiare in accademie internazionali, finisce con l'aprirsi una piccola scuola di piano in un piccolo centro commerciale sperduto nel nulla e cercare di arrivare a fine mese suonando ai matrimoni.
Lei la ricorderete per Marriage is a crazy thing, del grande Yoo Ha e Seducing Mr. Perfect, girato appena un anno dopo. Salta subito all'occhio il fatto che quella che si racconta è un po' la storia personale dell'attrice. Figlia di un maestro di musica morto in un incidente in moto quando lei aveva appena 6 anni, ha studiato ed è riuscita ad emergere nonostante le gravi ristrettezze economiche che la sua famiglia ha dovuto affrontare. Una storia che le è stata cucita addosso e che proprio per questo si rivela ancora più viva e struggente.
Il protagonista maschile invece è il grande Park Yong-woo, abile trasformista che abbiamo visto in Shiri e Papa e che vedremo presto in Hway: a monster boy.
Un'altra impeccabile traduzione del nostro Caprenne, che non ringrazieremo mai abbastanza.
TRAMA: Kim Ji-soo è una maestra di piano in una città di provincia. Le sue difficoltà a sbarcare il lunario sono amplificate dal fatto che non ha ancora un marito e dal suo rapporto turbolento con un orfano pestifero che bazzica il suo quartiere. Per via della sua spiccata sensibilità, la donna accetta di fornire ogni tanto un piatto caldo al bambino e - già che c'è - delle lezioni di piano. Sì, perché quel bambino pestifero ha del talento nascosto...
Disponibile su Amazon in DVD sub Eng.
Sottotitoli disponibili nel nostro Fansub!
Buona visione.
venerdì 1 gennaio 2016
Set me free
Cari liberati,
il film che alleghiamo ai nostri sentiti auguri di buon Capodanno è del 2014. Ottimo esordio del regista Kim Tae-young, classe 87, con alle spalle (nonostante la sua giovane età), una bella gavetta di assistente regista, sceneggiatore e una decina di corti. Una carriera che sembra nascondere l'ansia profonda di chi ha un film importante nel cassetto.
Impossibile non pensare ad A brand new life di Ounie Lecomte. Intanto perché si tratta di una storia vera, la storia del regista, raccontata senza fronzoli, senza vittimismo, né egocentrismo. La scena si apre in un orfanotrofio cristiano gestito dalle suore, un tripudio di pareti grigie e porte dozzinali, bambini grigi in vestiti dozzinali, però improvvisamente la storia si ribalta. Non voglio dirvi altro, ma non è la solita storia del ragazzino che cerca di farsi adottare per tornare ad essere libero.
La libertà è il tema portante di questa storia, in tutte le sue infinite sfaccettature. Si può essere liberi di fare qualsiasi cosa ed avere una vita di rimpianti, si può avere una vita perfetta e sprecarla, oppure si può cercare un compromesso accettabile e cercare di raggiungerlo ad ogni costo.
Ringraziamo infinitamente il nostro inarrestabile Caprenne per questi attesissimi sottotitoli e speriamo che sia un nuovo anno prospero e pieno di soddisfazioni per tutti!
TRAMA: Jeon-jae è un ragazzino alle soglie della maggiore età che ha vissuto tutta l'infanzia in una casa famiglia, affidato ad una coppia di tutori. La sua improvvisa vocazione fa a pugni con le sue attitudini di bambino abituato all'arte di arrangiarsi, ma forse la sua carriera in seminario è una gabbia meno stretta di quella che lo aspetta quando diventerà maggiorenne e dovrà lasciare l'orfanotrofio...
Disponibile su YesAsia in DVD.
Sottotitoli disponibili nel nostro fansub!
Buona visione.
il film che alleghiamo ai nostri sentiti auguri di buon Capodanno è del 2014. Ottimo esordio del regista Kim Tae-young, classe 87, con alle spalle (nonostante la sua giovane età), una bella gavetta di assistente regista, sceneggiatore e una decina di corti. Una carriera che sembra nascondere l'ansia profonda di chi ha un film importante nel cassetto.
Impossibile non pensare ad A brand new life di Ounie Lecomte. Intanto perché si tratta di una storia vera, la storia del regista, raccontata senza fronzoli, senza vittimismo, né egocentrismo. La scena si apre in un orfanotrofio cristiano gestito dalle suore, un tripudio di pareti grigie e porte dozzinali, bambini grigi in vestiti dozzinali, però improvvisamente la storia si ribalta. Non voglio dirvi altro, ma non è la solita storia del ragazzino che cerca di farsi adottare per tornare ad essere libero.
La libertà è il tema portante di questa storia, in tutte le sue infinite sfaccettature. Si può essere liberi di fare qualsiasi cosa ed avere una vita di rimpianti, si può avere una vita perfetta e sprecarla, oppure si può cercare un compromesso accettabile e cercare di raggiungerlo ad ogni costo.
Ringraziamo infinitamente il nostro inarrestabile Caprenne per questi attesissimi sottotitoli e speriamo che sia un nuovo anno prospero e pieno di soddisfazioni per tutti!
TRAMA: Jeon-jae è un ragazzino alle soglie della maggiore età che ha vissuto tutta l'infanzia in una casa famiglia, affidato ad una coppia di tutori. La sua improvvisa vocazione fa a pugni con le sue attitudini di bambino abituato all'arte di arrangiarsi, ma forse la sua carriera in seminario è una gabbia meno stretta di quella che lo aspetta quando diventerà maggiorenne e dovrà lasciare l'orfanotrofio...
Disponibile su YesAsia in DVD.
Sottotitoli disponibili nel nostro fansub!
Buona visione.
giovedì 17 dicembre 2015
Two weddings and a funeral
Cari omofobi,
il film che vi proponiamo oggi è del 2012, diretto dal regista Kim Jho Kwang-soo, per la prima volta su questo blog.
Si tratta di una commedia divertente, che come spesso capita, vira spesso verso il dramma, cambiando decisamente registro. La sua particolarità è che affronta un tema molto delicato: l'omosessualità nella società coreana contemporanea. Si tratta infatti del debutto al lungometraggio di un regista che è anche attivista LGBT e ha già sfornato tre corti molto apprezzati, sempre sul tema del rapporto tra coppie gay nella loro vita quotidiana. Potete trovare i suoi lavori precedenti nel blog tematico del nostro prolifico collaboratore Caprenne a questo indirizzo: caprenne.wordpress.com.
Abbiamo avuto altri film con personaggi gay in passato, basti pensare ad Antique (tradotto per noi da ela) o A frozen flower (tradotto per noi da ela), ma per la prima volta, si affronta di petto l'argomento dell'emarginazione sociale a cui sono sottoposte le coppie omosessuali in Corea e in gran parte dell'Asia. Matrimoni negati, diritti negati, montagne di bugie per non dover fare coming out e trascinare nel fango l'onore di tutta la famiglia davanti a una società che reagisce con ignoranza e spesso anche con violenza. Sembra di stare in Italia!
La trama è piuttosto semplice, ma efficace. Per poter avere un mutuo e un figlio adottivo, le due coppie sono costrette a una convivenza forzata, resa ancor più difficile da dei genitori invadenti. Una situazione surreale, che si presta a equivoci e gag esilaranti, ma che evidenzia anche l'assurdità di avere un'apparente normalità.
Nel cast non troviamo vecchie conoscenze, fatta eccezione per la protagonista femminile Ryu Hyun-kyung, che era nel cast di Manshin (tradotto per noi da Daesdemona, DeepWhite999 ela e Mac Guffin) e How to use guys with secret tips (tradotto per noi da ela) e Park Young-pyo che aveva una parte in Perfect number (tradotto per noi da ela).
TRAMA: La scena si apre sul matrimonio tra Min-soo (Kim Dong-yoon), un giovane medico e Hyo-jin (Ryu Hyun-kyung), una sua collega pediatra. Tutto sembra perfettamente normale, finché in una piazzola di sosta, si commette un terribile misfatto: la sposa Hyo-jin parte in viaggio di nozze con la sua compagna Seo-young (Jung Ae-yeon) e lo sposo Mon-soo parte col suo compagno Seok (Song Yong-jin). Entrambe le coppie cercano di trarre dei benefici dall'unione fittizia. Min-soo e Seok possono comprare una casa da nove miliardi di Won (circa quattrocento mila Euro) e Hyo-jin e Seo-young possono avere l'affidamento di un bambino. Per rendere la cosa ancora più credibile, le due coppie vanno a vivere in due case vicine, ma la famiglia di Min-soo si rivela piuttosto invadente e il castello di bugie costruito sul loro matrimonio fittizio, rischia di crollargli in testa...
Disponibile si Amazon in DVD e digital rent sub ENG.
Sottotitoli disponibili nel nostro fansub.
Buona visione.
il film che vi proponiamo oggi è del 2012, diretto dal regista Kim Jho Kwang-soo, per la prima volta su questo blog.
Si tratta di una commedia divertente, che come spesso capita, vira spesso verso il dramma, cambiando decisamente registro. La sua particolarità è che affronta un tema molto delicato: l'omosessualità nella società coreana contemporanea. Si tratta infatti del debutto al lungometraggio di un regista che è anche attivista LGBT e ha già sfornato tre corti molto apprezzati, sempre sul tema del rapporto tra coppie gay nella loro vita quotidiana. Potete trovare i suoi lavori precedenti nel blog tematico del nostro prolifico collaboratore Caprenne a questo indirizzo: caprenne.wordpress.com.
Abbiamo avuto altri film con personaggi gay in passato, basti pensare ad Antique (tradotto per noi da ela) o A frozen flower (tradotto per noi da ela), ma per la prima volta, si affronta di petto l'argomento dell'emarginazione sociale a cui sono sottoposte le coppie omosessuali in Corea e in gran parte dell'Asia. Matrimoni negati, diritti negati, montagne di bugie per non dover fare coming out e trascinare nel fango l'onore di tutta la famiglia davanti a una società che reagisce con ignoranza e spesso anche con violenza. Sembra di stare in Italia!
La trama è piuttosto semplice, ma efficace. Per poter avere un mutuo e un figlio adottivo, le due coppie sono costrette a una convivenza forzata, resa ancor più difficile da dei genitori invadenti. Una situazione surreale, che si presta a equivoci e gag esilaranti, ma che evidenzia anche l'assurdità di avere un'apparente normalità.
Nel cast non troviamo vecchie conoscenze, fatta eccezione per la protagonista femminile Ryu Hyun-kyung, che era nel cast di Manshin (tradotto per noi da Daesdemona, DeepWhite999 ela e Mac Guffin) e How to use guys with secret tips (tradotto per noi da ela) e Park Young-pyo che aveva una parte in Perfect number (tradotto per noi da ela).
TRAMA: La scena si apre sul matrimonio tra Min-soo (Kim Dong-yoon), un giovane medico e Hyo-jin (Ryu Hyun-kyung), una sua collega pediatra. Tutto sembra perfettamente normale, finché in una piazzola di sosta, si commette un terribile misfatto: la sposa Hyo-jin parte in viaggio di nozze con la sua compagna Seo-young (Jung Ae-yeon) e lo sposo Mon-soo parte col suo compagno Seok (Song Yong-jin). Entrambe le coppie cercano di trarre dei benefici dall'unione fittizia. Min-soo e Seok possono comprare una casa da nove miliardi di Won (circa quattrocento mila Euro) e Hyo-jin e Seo-young possono avere l'affidamento di un bambino. Per rendere la cosa ancora più credibile, le due coppie vanno a vivere in due case vicine, ma la famiglia di Min-soo si rivela piuttosto invadente e il castello di bugie costruito sul loro matrimonio fittizio, rischia di crollargli in testa...
Disponibile si Amazon in DVD e digital rent sub ENG.
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Buona visione.
venerdì 11 dicembre 2015
The royal tailor
Cari sarti,
il film di oggi è del 2014 e vede l'attesissimo ritorno del regista Lee won-suk, che ha esordito nel 2013 con How to use guys with secret tips (tradotto dalla nostra impagabile ela) e da allora ci ha lasciati in trepidante attesa del suo successivo lavoro. Attesa ripagata da un bellissimo film storico.
The royal Tailor, anche noto come Sanguiwon è un film che parla di una rivoluzione dimenticata. Sanguiwon è una parola antica e ormai in disuso, che indica un importante ufficio della corte della dinastia Joseon, che ha dominato l'attuale Corea per oltre cinque secoli, e che si occupava esclusivamente dell'abbigliamento reale.
La scena si apre su una conferenza stampa in tempi attuali, che presenta al mondo un'importante scoperta archeologica: un bellissimo vestito femminile da cerimonia, realizzato nel tardo 1300 da Jo Dol-seok, sarto reale.
La vicenda è molto intricata e le apparenze, naturalmente, ingannano. Infatti il sarto Dol-seok ha sostenuto una battaglia all'ultimo abito con un altro talentuoso sarto chiamato Lee Gong-jin, giovane e sfrontato genio nel suo settore, che rompendo tutte le rigidissime regole di corte, ha proposto una nuova moda, inventando nuovi stili, forme, tessuti e colori. I due antagonisti sono costretti a una collaborazione forzata, quando i ministri ottengono dal re la grazia di un nuovo guardaroba e cedendo alla vanità, si rivolgono a colui che con la sua audacia aveva già stregato tutti nella capitale. Dopo gli attriti iniziali, tra i due sembra nascere una strana amicizia, che la rivista americana Variety paragona al rapporto Mozart/Salieri.
Tuttavia il re appena salito al trono dopo la morte di suo fratello, è un personaggio controverso. Accecato dal potere, trascura la sua bella moglie per darsi alla pazza gioia con le cortigiane. Ma il vicino impero cinese della dinastia Qing, ritiene illegittimo il nuovo sovrano, in quanto figlio del re padre con una domestica e il fatto che costui non sembri essere intenzionato ad avere un erede, non aiuta la sua posizione. Presto, i commissari del vicino impero, potrebbero irrompere a corte per mettere in discussione la famiglia regnante.
Dietro pressione del consiglio e in particolare del primo ministro, al re viene chiesto di convolare a nozze, ma lui non sembra voler sposare l'attuale regina (per la quale nutre una morbosa ossessione) e nemmeno destituirla, scegliendo tra le concubine.
Quando la figlia del ministro della difesa cerca di fare colpo su di lui, indossando uno sfarzoso abito realizzato su misura dal giovane sarto Gong-jin, la regina corre ai ripari commissionando un abito ancora più bello. Inizia così una guerra tra le spasimanti rivali a colpi di abiti seducenti.
Questa guerra neanche troppo metaforica, ci porta a momenti estremamente drammatici, senza rinunciare all'ironia che ci si aspettava dal regista dopo aver visto il suo film d'esordio.
La ricostruzione storica è impeccabile, il palazzo è perfetto nei minimi dettagli, così le cerimonie e addirittura le composizioni del cibo e dei fiori, ma quello che ha fatto tremare le casse dei produttori, sono stati, naturalmente, gli abiti. Oltre mille modelli diversi di abiti tradizionali Hanbok, sono stati realizzati su misura per attori e comparse e la sola regina (interpretata da Park Shin-hye) ne ha indossati trenta!
Tra gli interpreti, il grande Han Suk-kyu, che torna ad indossare i panni di un nobile della dinastia Joseon come in Forbidden quest (tradotto per noi da ela) e Ma Dong-seok, che ricorderete nel cast di Pained (tradotto per noi da DeepWhite999), Nameless Gangster: Rules of the Time (tradotto per noi da Scodazzi), The Neighbor (tradotto per noi da Daesdemona) e One on One (tradotto per noi da ela e DeepWhite999).
Un'altra fantastica traduzione a cura della nostra impagabile ela!
TRAMA: Jo Dol-seok (Han Suk-kyu) è il sarto di corte da trent'anni. Nella sua lunga carriera ha servito tre monarchi e nonostante le sue umili origini, presto potrebbe diventare un nobile. Ma il coronamento della sua carriera, è minacciato dall'arrivo a corte del giovane Lee Gong-jin (Go Soo), sarto alla moda nella capitale. Tra il re e la regina le cose non vanno molto bene e per convincere il re a scegliere la sua sposa, le cortigiane e la regina stessa, cercano di sedurlo commissionando al nuovo sarto abiti sempre più appariscenti. Ma gli affari di cuore nelle corti reali, non sono cosa di poco conto e questa strana guerra rischia di avere conseguenze drammatiche...
Disponibile su Amazon in DVD sub Eng
Sottotitoli disponibili nel nostro fansub.
Buona visione.
il film di oggi è del 2014 e vede l'attesissimo ritorno del regista Lee won-suk, che ha esordito nel 2013 con How to use guys with secret tips (tradotto dalla nostra impagabile ela) e da allora ci ha lasciati in trepidante attesa del suo successivo lavoro. Attesa ripagata da un bellissimo film storico.
The royal Tailor, anche noto come Sanguiwon è un film che parla di una rivoluzione dimenticata. Sanguiwon è una parola antica e ormai in disuso, che indica un importante ufficio della corte della dinastia Joseon, che ha dominato l'attuale Corea per oltre cinque secoli, e che si occupava esclusivamente dell'abbigliamento reale.
La scena si apre su una conferenza stampa in tempi attuali, che presenta al mondo un'importante scoperta archeologica: un bellissimo vestito femminile da cerimonia, realizzato nel tardo 1300 da Jo Dol-seok, sarto reale.
La vicenda è molto intricata e le apparenze, naturalmente, ingannano. Infatti il sarto Dol-seok ha sostenuto una battaglia all'ultimo abito con un altro talentuoso sarto chiamato Lee Gong-jin, giovane e sfrontato genio nel suo settore, che rompendo tutte le rigidissime regole di corte, ha proposto una nuova moda, inventando nuovi stili, forme, tessuti e colori. I due antagonisti sono costretti a una collaborazione forzata, quando i ministri ottengono dal re la grazia di un nuovo guardaroba e cedendo alla vanità, si rivolgono a colui che con la sua audacia aveva già stregato tutti nella capitale. Dopo gli attriti iniziali, tra i due sembra nascere una strana amicizia, che la rivista americana Variety paragona al rapporto Mozart/Salieri.
Tuttavia il re appena salito al trono dopo la morte di suo fratello, è un personaggio controverso. Accecato dal potere, trascura la sua bella moglie per darsi alla pazza gioia con le cortigiane. Ma il vicino impero cinese della dinastia Qing, ritiene illegittimo il nuovo sovrano, in quanto figlio del re padre con una domestica e il fatto che costui non sembri essere intenzionato ad avere un erede, non aiuta la sua posizione. Presto, i commissari del vicino impero, potrebbero irrompere a corte per mettere in discussione la famiglia regnante.
Dietro pressione del consiglio e in particolare del primo ministro, al re viene chiesto di convolare a nozze, ma lui non sembra voler sposare l'attuale regina (per la quale nutre una morbosa ossessione) e nemmeno destituirla, scegliendo tra le concubine.
Quando la figlia del ministro della difesa cerca di fare colpo su di lui, indossando uno sfarzoso abito realizzato su misura dal giovane sarto Gong-jin, la regina corre ai ripari commissionando un abito ancora più bello. Inizia così una guerra tra le spasimanti rivali a colpi di abiti seducenti.
Questa guerra neanche troppo metaforica, ci porta a momenti estremamente drammatici, senza rinunciare all'ironia che ci si aspettava dal regista dopo aver visto il suo film d'esordio.
La ricostruzione storica è impeccabile, il palazzo è perfetto nei minimi dettagli, così le cerimonie e addirittura le composizioni del cibo e dei fiori, ma quello che ha fatto tremare le casse dei produttori, sono stati, naturalmente, gli abiti. Oltre mille modelli diversi di abiti tradizionali Hanbok, sono stati realizzati su misura per attori e comparse e la sola regina (interpretata da Park Shin-hye) ne ha indossati trenta!
Tra gli interpreti, il grande Han Suk-kyu, che torna ad indossare i panni di un nobile della dinastia Joseon come in Forbidden quest (tradotto per noi da ela) e Ma Dong-seok, che ricorderete nel cast di Pained (tradotto per noi da DeepWhite999), Nameless Gangster: Rules of the Time (tradotto per noi da Scodazzi), The Neighbor (tradotto per noi da Daesdemona) e One on One (tradotto per noi da ela e DeepWhite999).
Un'altra fantastica traduzione a cura della nostra impagabile ela!
TRAMA: Jo Dol-seok (Han Suk-kyu) è il sarto di corte da trent'anni. Nella sua lunga carriera ha servito tre monarchi e nonostante le sue umili origini, presto potrebbe diventare un nobile. Ma il coronamento della sua carriera, è minacciato dall'arrivo a corte del giovane Lee Gong-jin (Go Soo), sarto alla moda nella capitale. Tra il re e la regina le cose non vanno molto bene e per convincere il re a scegliere la sua sposa, le cortigiane e la regina stessa, cercano di sedurlo commissionando al nuovo sarto abiti sempre più appariscenti. Ma gli affari di cuore nelle corti reali, non sono cosa di poco conto e questa strana guerra rischia di avere conseguenze drammatiche...
Disponibile su Amazon in DVD sub Eng
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Buona visione.
sabato 18 luglio 2015
Monster
Cari mostri,
il film che vi presentiamo oggi è del 2014 ed è l'attesissimo ritorno di Hwang In-ho, il regista di Spellbound, che vi abbiamo tradotto la settimana scorsa.
Anche questa volta, l'idea che ormai sta diventando una sorta di firma dell'autore/regista, è di fondere due generi opposti. Se il film precedente era in equilibrio perfetto tra una Commedia romantica e un Horror, questo film è a metà tra una Commedia e un Thriller mozzafiato.
Può sembrare una forzatura, ma l'effetto finale è grottesco e brillante. Il film è imprevedibile anche per chi come noi si è fatto scorpacciate di Thriller e conosce già quelle che sono, per così dire, le scelte obbligate di questo genere.
Nel ruolo del protagonista, Hwang ci mette di nuovo il bel Lee Min-ki che dimostra di essere anche molto bravo. Abbandona il suo registro scherzoso e il ruolo da bello e impossibile, per diventare uno spietato maniaco. Un sadico, della cui freddezza gli uomini senza scrupoli si approfittano per concludere i loro loschi affari. Insomma, un mostro.
Contro di lui, la bella Kim Go-eun, giovanissima attrice alla sua terza pellicola. Il suo ruolo sfiora la macchietta, ma lei riesce a non essere mai banale.
Come sempre, il grazie più grande va alla nostra eroica ela, che ci regala anche questa attesissima traduzione, nonostante il caldo record di questi giorni. Sempre impagabile!
TRAMA: Bok-Soon (Kim Go-eun) è una giovane venditrice di ortaggi nel mercatino locale. E' conosciuta come "La pazza" del villaggio, perché un po' ritardata, ma soprattutto per la sua incapacità di controllare la sua ira quando subisce un torto. Tae-soo (Lee Min-ki) le fa il torto più grande, uccidendole la sorella maggiore per proteggere l'onore di un ricco imprenditore senza scrupoli. Tra i due inizia una caccia reciproca senza esclusione di colpi...
Disponibile su Amazon in DVD sub ENG.
Sottotitoli disponibili nel nostro fansub!
Buona visione.
il film che vi presentiamo oggi è del 2014 ed è l'attesissimo ritorno di Hwang In-ho, il regista di Spellbound, che vi abbiamo tradotto la settimana scorsa.
Anche questa volta, l'idea che ormai sta diventando una sorta di firma dell'autore/regista, è di fondere due generi opposti. Se il film precedente era in equilibrio perfetto tra una Commedia romantica e un Horror, questo film è a metà tra una Commedia e un Thriller mozzafiato.
Può sembrare una forzatura, ma l'effetto finale è grottesco e brillante. Il film è imprevedibile anche per chi come noi si è fatto scorpacciate di Thriller e conosce già quelle che sono, per così dire, le scelte obbligate di questo genere.
Nel ruolo del protagonista, Hwang ci mette di nuovo il bel Lee Min-ki che dimostra di essere anche molto bravo. Abbandona il suo registro scherzoso e il ruolo da bello e impossibile, per diventare uno spietato maniaco. Un sadico, della cui freddezza gli uomini senza scrupoli si approfittano per concludere i loro loschi affari. Insomma, un mostro.
Contro di lui, la bella Kim Go-eun, giovanissima attrice alla sua terza pellicola. Il suo ruolo sfiora la macchietta, ma lei riesce a non essere mai banale.
Come sempre, il grazie più grande va alla nostra eroica ela, che ci regala anche questa attesissima traduzione, nonostante il caldo record di questi giorni. Sempre impagabile!
TRAMA: Bok-Soon (Kim Go-eun) è una giovane venditrice di ortaggi nel mercatino locale. E' conosciuta come "La pazza" del villaggio, perché un po' ritardata, ma soprattutto per la sua incapacità di controllare la sua ira quando subisce un torto. Tae-soo (Lee Min-ki) le fa il torto più grande, uccidendole la sorella maggiore per proteggere l'onore di un ricco imprenditore senza scrupoli. Tra i due inizia una caccia reciproca senza esclusione di colpi...
Disponibile su Amazon in DVD sub ENG.
Sottotitoli disponibili nel nostro fansub!
Buona visione.
martedì 7 aprile 2015
Manshin: Ten Thousand Spirits
Cari sciamani,
il film di oggi è del 2013, per la regia di Park Chan-kyong, classe 65, al suo terzo lungometraggio come regista e fratello del più famoso Chan-wook. Approda per la prima volta su questo blog, con un film molto particolare, che siamo fieri di presentarvi.
Si tratta del film di chiusura della nostra rassegna dedicata alla piccola Kim Sae-ron, che in questi ultimi mesi ci ha accompagnati attraverso un percorso abbastanza variegato, tra thriller mozzafiato (Manhole, The neighbor, The man from nowhere), drammoni strappalacrime (A brand new life, I am a dad, Barbie) e film un po' più impegnati (A girl at my door).
A volte capita che ci chiedano quale sia il nostro obiettivo. Siamo 2300, parliamo dei generi più svariati e in redazione abbiamo una lista di richieste chilometrica. Appare chiaro che quello coreano sia un filone inesauribile, perché si tratta di un cinema ancora fresco, permeato di entusiasmo, dove i produttori e le platee non sono solo attratti dagli effetti speciali. Si cerca il divertimento, gli attori e le attrici del momento, ma c'è anche spazio per la sperimentazione, per l'introspezione e per la denuncia.
In definitiva, quello che va per la maggiore su FCI, è il desiderio di conoscere questo mondo lontano e sconosciuto e niente meglio di un buon film, ci permette di esplorare dal basso gli usi e i costumi, i problemi di una società odiata e amata da chi la vive ogni giorno, da chi con quelle ingiustizie deve venirci a patti e cercare sempre il lato positivo.
Così in pellicole come Silenced o Han Gong-ju, abbiamo conosciuto i fatti di una cronaca che non ci appartiene, ma che è profondamente radicata nella cultura e nei suoi difetti peggiori.
In titoli quali The Attorney, The old garden o The man who was Superman, abbiamo vissuto stralci di quella storia recente, che ancora oggi ha lasciato profonde ferite in tutto il popolo coreano.
Questa volta facciamo un passo indietro di oltre mezzo secolo, andando a scavare nella vita di quelli che sono nati in un periodo che per tutti era la fine della seconda guerra mondiale, ma che per la Corea non era che l'inizio di un ventennio di sangue e dolore.
Un tempo in cui si viveva in modo semplice e genuino, che probabilmente assomigliava molto allo stile di vita del popolo che quella penisola la abita da migliaia di anni, ma che improvvisamente andava incontro ad un cambiamento radicale.
Lo sciamanesimo è il campo di battaglia su cui si è combattuta la guerra culturale per uniformare la società coreana moderna alle società occidentali. Un periodo in cui antiche tradizioni sono diventate un fardello scomodo, di cui il governo e la stessa popolazione, hanno cercato inutilmente di liberarsi.
Tratto dall'autobiografia di Kim Geum-hwa, Manshin racconta la vita lunga e complicata di una sciamana, dalla sua nascita, fino al presente, passando per eventi epocali, quali la guerra di Corea, l'avvento del cristianesimo e della televisione.
Un film-documentario a tratti malinconico, a tratti poetico, in cui una regia sapiente mescola immagini di repertorio e filmati d'epoca, ma anche ricostruzioni romanzate capaci di evocare tutto il dolore di questa sacerdotessa/santona/guaritrice che per tutta la vita è costretta a stare in bilico tra il mondo degli umani e una dimensione fantastica popolata di dei e spiriti inquieti.
Una dimensione particolare, perché presente e uguale in molte culture nei luoghi più remoti della terra. Lo sciamanesimo, dalle praterie nord americane, al centro Africa, alla Corea, racconta di un mondo animista, che viene "spontaneo" all'uomo che guardando il mondo, è abituato a formulare congetture, prima ancora di capire il funzionamento delle cose.
Le protagoniste sono tre grandi attrici, che rappresentano le diverse età della Manshin Kim:
Kim Sae-ron interpreta la sciamana bambina, ancora ingenua, ma già vittima di questo suo dono.
Ryoo Hyoun-kyoung è la sciamana ragazza, che spera ancora di avere una vita, un marito, dei figli...
Moon So-ri è la sciamana adulta, bella e saggia, sicuramente carismatica, che pratica i suoi riti in un mondo corrotto dalla cultura dell'immagine.
Una traduzione che ha riunito i quattro traduttori che ci hanno regalato la prima rassegna di FCI: Daesdemona, DeepWhite999, ela, Mac Guffin, a cui va il nostro più caloroso ringraziamento per tutto il lavoro che svolgono senza chiedere nulla in cambio!
TRAMA: Kim Geum-hwa è una bambina che ha delle strane visioni. Ghettizzata dagli altri bambini del villaggio, cresce timida e insicura. Non potendo ignorare i suoi poteri, frequenta una sciamana per "accrescersi" e diventare Manshin Kim (Manshin è il termine di cortesia con cui ci si rivolge alle sciamane). Nel corso della sua vita, scoppiano guerre, cambiano le abitudini, le persone, le città, arriva la televisione e il cristianesimo, ma lei continua con il cuore gonfio di gioia a celebrare i suoi riti di speranza. Una pratica che alla luce della nuova società, suona di volta in volta ridicola, ma spesso anche pericolosa. C'è chi teme il suo carisma e chi lo ridicolizza, ma nessuno riesce a farne a meno...
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Sottotitoli disponibili nel nostro fansub!
Buona visione.
il film di oggi è del 2013, per la regia di Park Chan-kyong, classe 65, al suo terzo lungometraggio come regista e fratello del più famoso Chan-wook. Approda per la prima volta su questo blog, con un film molto particolare, che siamo fieri di presentarvi.
Si tratta del film di chiusura della nostra rassegna dedicata alla piccola Kim Sae-ron, che in questi ultimi mesi ci ha accompagnati attraverso un percorso abbastanza variegato, tra thriller mozzafiato (Manhole, The neighbor, The man from nowhere), drammoni strappalacrime (A brand new life, I am a dad, Barbie) e film un po' più impegnati (A girl at my door).
A volte capita che ci chiedano quale sia il nostro obiettivo. Siamo 2300, parliamo dei generi più svariati e in redazione abbiamo una lista di richieste chilometrica. Appare chiaro che quello coreano sia un filone inesauribile, perché si tratta di un cinema ancora fresco, permeato di entusiasmo, dove i produttori e le platee non sono solo attratti dagli effetti speciali. Si cerca il divertimento, gli attori e le attrici del momento, ma c'è anche spazio per la sperimentazione, per l'introspezione e per la denuncia.
In definitiva, quello che va per la maggiore su FCI, è il desiderio di conoscere questo mondo lontano e sconosciuto e niente meglio di un buon film, ci permette di esplorare dal basso gli usi e i costumi, i problemi di una società odiata e amata da chi la vive ogni giorno, da chi con quelle ingiustizie deve venirci a patti e cercare sempre il lato positivo.
Così in pellicole come Silenced o Han Gong-ju, abbiamo conosciuto i fatti di una cronaca che non ci appartiene, ma che è profondamente radicata nella cultura e nei suoi difetti peggiori.
In titoli quali The Attorney, The old garden o The man who was Superman, abbiamo vissuto stralci di quella storia recente, che ancora oggi ha lasciato profonde ferite in tutto il popolo coreano.
Questa volta facciamo un passo indietro di oltre mezzo secolo, andando a scavare nella vita di quelli che sono nati in un periodo che per tutti era la fine della seconda guerra mondiale, ma che per la Corea non era che l'inizio di un ventennio di sangue e dolore.
Un tempo in cui si viveva in modo semplice e genuino, che probabilmente assomigliava molto allo stile di vita del popolo che quella penisola la abita da migliaia di anni, ma che improvvisamente andava incontro ad un cambiamento radicale.
Lo sciamanesimo è il campo di battaglia su cui si è combattuta la guerra culturale per uniformare la società coreana moderna alle società occidentali. Un periodo in cui antiche tradizioni sono diventate un fardello scomodo, di cui il governo e la stessa popolazione, hanno cercato inutilmente di liberarsi.
Tratto dall'autobiografia di Kim Geum-hwa, Manshin racconta la vita lunga e complicata di una sciamana, dalla sua nascita, fino al presente, passando per eventi epocali, quali la guerra di Corea, l'avvento del cristianesimo e della televisione.
Un film-documentario a tratti malinconico, a tratti poetico, in cui una regia sapiente mescola immagini di repertorio e filmati d'epoca, ma anche ricostruzioni romanzate capaci di evocare tutto il dolore di questa sacerdotessa/santona/guaritrice che per tutta la vita è costretta a stare in bilico tra il mondo degli umani e una dimensione fantastica popolata di dei e spiriti inquieti.
Una dimensione particolare, perché presente e uguale in molte culture nei luoghi più remoti della terra. Lo sciamanesimo, dalle praterie nord americane, al centro Africa, alla Corea, racconta di un mondo animista, che viene "spontaneo" all'uomo che guardando il mondo, è abituato a formulare congetture, prima ancora di capire il funzionamento delle cose.
Le protagoniste sono tre grandi attrici, che rappresentano le diverse età della Manshin Kim:
Kim Sae-ron interpreta la sciamana bambina, ancora ingenua, ma già vittima di questo suo dono.
Ryoo Hyoun-kyoung è la sciamana ragazza, che spera ancora di avere una vita, un marito, dei figli...
Moon So-ri è la sciamana adulta, bella e saggia, sicuramente carismatica, che pratica i suoi riti in un mondo corrotto dalla cultura dell'immagine.
Una traduzione che ha riunito i quattro traduttori che ci hanno regalato la prima rassegna di FCI: Daesdemona, DeepWhite999, ela, Mac Guffin, a cui va il nostro più caloroso ringraziamento per tutto il lavoro che svolgono senza chiedere nulla in cambio!
TRAMA: Kim Geum-hwa è una bambina che ha delle strane visioni. Ghettizzata dagli altri bambini del villaggio, cresce timida e insicura. Non potendo ignorare i suoi poteri, frequenta una sciamana per "accrescersi" e diventare Manshin Kim (Manshin è il termine di cortesia con cui ci si rivolge alle sciamane). Nel corso della sua vita, scoppiano guerre, cambiano le abitudini, le persone, le città, arriva la televisione e il cristianesimo, ma lei continua con il cuore gonfio di gioia a celebrare i suoi riti di speranza. Una pratica che alla luce della nuova società, suona di volta in volta ridicola, ma spesso anche pericolosa. C'è chi teme il suo carisma e chi lo ridicolizza, ma nessuno riesce a farne a meno...
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