venerdì 14 novembre 2014

Marrying the Mafia 3

Cari mafiosi, 
rieccoci al cospetto della saga di Marrying the Mafia, di cui la nostra impagabile ela ha deciso di regalarci un altro capitolo. Uscito nel 2006, sempre per la regia di Jeong Yong-ki, si riprende da dove si era interrotto nel precedente capitolo: Marrying the Mafia 2.

Torna il trio dei fratelli della Tigre Bianca, più in forma che mai. Tornano le battutacce e i doppisensi in puro stile asiatico, ma che ci hanno fatto tanto ridere nello scorso capitolo.

Alla vita dissoluta dell'improbabile famiglia e dei suoi incasinatissimi componenti, questa volta si affianca il maldestro tentativo di condurre una vita normale, sforzandosi di abbandonare le vecchie abitudini da malavitosi e seguire la retta via del fantastico mondo del Kimchi, il tipico piatto coreano a base di cavolo fermentato.

Sempre più simpatico il protagonista Shin Hyun-joon e sua madre Kim Soo-mi, ma il personaggio che vedrete con occhi completamente diversi in questo caso, è il bravissimo Tak Jae-hoon, che nel mentre abbiamo visto protagonista nella storia strappalacrime The little prince, anche questo tradotto da ela.

Come i precedenti capitoli è un successo al botteghino, facendo staccare oltre due milioni e mezzo di biglietti nel mese della sua uscita (ottobre 2006). In pratica questa saga è il cinepanettone coreano! Un film fatto per le platee coreane e non pensato per l'esportazione, che parla della figura tutta asiatica del malavitoso "di professione", che in modo semplicistico è stato riassunto nel titolo, usando a sproposito la parola "Mafia", che specialmente in noi italiani, evoca tutto un altro mondo.

Un grazie infinite ad ela per questo attesissimo seguito, tradotto come sempre in modo impeccabile, cosa non facile dato il numero di gag che richiedevano la traduzione di giochi di parole e frasi a doppio senso.

TRAMA: Jang In-jae è il primogenito di quella che è stata una delle più potenti famiglie mafiose coreane. Dopo essersi innamorato di un integerrimo procuratore antimafia, per poter sposare la sua bellissima fidanzata, costringe tutta la famiglia ad abbandonare il mondo del crimine e dedicarsi alla ristorazione. Ma il loro più acerrimo nemico, il capo degli Axe, sta per uscire di prigione e riprendere l'antica guerra contro la famiglia Jang della Tigre Bianca.

Disponibile su Amazon in DVD sub ENG e in streaming gratuito per gli abbonati al servizio PRIME Instant Video.
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Buona visione.

venerdì 7 novembre 2014

An ethics lesson

Cari moralisti, 
il film di oggi è del 2013, scritto e diretto da Park Myung-rang, giovanissimo pupillo di Kang Cheol-woo. Praticamente il pupillo del pupillo di Kim Ki-duk. In questo film al suo esordio.

Con un certo entusiasmo, questo piccolo gioiellino di genere Crime Thriller, dispone velocemente le sue carte in tavola, accompagnando lo spettatore in volo leggero tra lo stupore e il divertimento, per quella rete che si rivela essere l'insidiosa tela di ragno che bloccherà i quattro protagonisti alle loro colpe.

Quattro uomini, ognuno con un peccato da espiare e una bellissima ragazza che viene brutalmente uccisa nel suo appartamento. Spicca da subito il faccione di Kwak Do-won, che con la sua filmografia infinita è stato nominato migliaia di volte in questo blog, essendo nel cast di Mother di Bong Joon-ho, The Good, the bad, the weird, di Kim Ji-woon, The man from NowhereThe Yellow Sea, The Berlin File e in particolare in The Attorney, tradotto per noi da Daesdemona, DeepWhite999, ela e Mac Guffin e Nameless Gangster tradotto per noi da scodazzi.
Lee Je-hoon, noto a questo blog principalmente per essere il protagonista di quel capolavoro indiscusso che è Bleak Night, lo rivedremo presto nel terzo capitolo della saga di Marrying The mafia, di cui abbiamo visto Marrying the Mafia 2, tradotto per noi da ela.
Cho Jin-woong, già nel cast di A dirty Carnival, tradotto per noi da ela, anche lui in Nameless Gangster, nonchè detective in Perfect number, tradotto per noi da ela.
Kim Tae-hun era il detective in The man from nowhere.
E per finire, l'incredibile Moon So-ri, la bravissima protagonista di Peppermint Candy, Oasis, A good Lawyer's wife, Hahaha e The Housemaid.
Dopo avervi presentato un cast simile, mi pare che non serva altro per convincervi a guardarlo!

Ritmo serrato, cambi di scena stilosi, bella colonna sonora e il chiaro desiderio di divertire, senza mandare tutto in vacca rendendo i personaggi delle macchiette. Più di quanto sia lecito chiedere a un film di questo genere.

Un'altra impeccabile traduzione della nostra scodazzi, che ancora una volta ci onora di averci scelti per condividere la sua passione!

TRAMA: Ji-na è una bellissima ragazza che vive in un piccolo appartamento in periferia. La solita vita da modella, tra servizi fotografici, strozzini spietati, un vicino di casa che la spia e un uomo sposato con cui ha una relazione extraconiugale. Quando qualcuno la ucciderà nel suo appartamento, le indagini romperanno un equilibrio precario, rischiando di mandare all'aria la vita di tutti gli uomini che avevano a che fare con lei...

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Buona visione.



venerdì 31 ottobre 2014

Sorum

Cari scrittori,
il secondo film della nostra maratona di Halloween 2014 è un classico del 2001, diretto da Yun Jong-chan, allora al suo esordio e per la prima volta anche sulle pagine di questo blog.
Come in molti film che vi abbiamo proposto in passato, compreso Possessed, l'altro film di cui abbiamo parlato poche ore fa, l'architettura delle case popolari coreane è da sola un piccolo horror nell'horror. Lo abbiamo notato anche in titoli come The Neighbor e Hide And Seek.

Anche in questo caso, la vita a stretto contatto di una moltitudine di persone diverse stipate in questi palazzoni fatiscenti e vagamente inospitali, aprono a situazioni che sembrano dover per forza degenerare nella pazzia o comunque in comportamenti estremi.

Kim Myung-min è il protagonista e lo vediamo per la prima volta. Al tempo era al suo esordio e credo che lo rivedremo presto.

Jang Jin-young invece la conosciamo per aver recitato al fianco di Song Kang-ho in The foul king di Kim Ji-woon. Il suo esordio risale però al 1997 con alcuni film per la TV coreana. Reciterà fino al 2007, prima che un cancro allo stomaco se la porti via nel giro di pochi mesi, all'età di 35 anni. In questo film interpreta la moglie vittima dei soprusi di un marito violento. Sempre piena di lividi e con la sigaretta perennemente fra le labbra.

Un'altra grande traduzione della nostra nerd preferita: Daesdemona, che oggi ci ha regalato questa piccola-grande maratona!

TRAMA: Yong-hyun è un tassista squattrinato che si trasferisce nell'appartamento più brutto della città, il 504 del palazzo Migum. Tra i suoi vicini e il vecchio inquilino del suo appartamento, sembra esserci stato un legame morboso. Qualcuno sostiene che ci sia un fantasma nel palazzo. Tuttavia le sue indagini private, sono dirottate dalla bella vicina di casa, che ha un brutto rapporto con il marito violento e dedito al gioco...

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Buona visione.

Possessed

Cari posseduti,
per il giorno di Halloween lo staff di FCI si è prodigato per regalarvi due nuovi titoli in una piccola maratona di k-horror. Il primo film che vi proponiamo è del 2009, scritto e diretto da Lee Yong-joo, al suo esordio come regista e sceneggiatore. Il film s'intitola Possessed, ma è conosciuto anche con il suo secondo titolo internazionale Living Death, ma anche come Faith e con la sua traduzione letterale Distrust Hell. Quando hanno mille titoli, la storia della distribuzione di queste pellicole è sempre tormentata.

Ryoo Seung-ryong, che abbiamo conosciuto in Masquerade e successivamente a fianco a Choi Min-sik in Beyound The Years, qui interpreta il detective Tae-hwan, un personaggio in bilico tra il tragico e il comico.

Shim Eun-kyung, che ricorderete nel ruolo della bambina di Hansel And Gretel e anche lei in Masquerade, interpreta l'inquietante personaggio di So-jin, la ragazzina scomparsa.

Un film che prometteva di far parlare di sé per il suo approccio anticlericale, presentando il personaggio di una donna cattolica molto bigotta (il cattolicesimo è in rapida espansione in Corea del sud e attualmente interessa oltre il 10% della popolazione!), ma in realtà la polemica abbastanza velata, è contro qualsiasi tipo di fanatismo. La possessione argomento del film, opprime le sue vittime, ma per contro le dota di poteri paranormali. E' proprio questo a costituire un problema, quando la gente si accorge di poter trarre profitto dalla cosa. In definitiva la critica è più improntata verso l'avidità umana in generale. Il fatto che si contrappongano i cattolici e i praticanti dello sciamanesimo coreano, è puramente funzionale alla storia.

Come sempre, il giudizio su un horror non può non tenere conto del numero di balzi che si fa sulla sedia. Ci sono parecchie scene di forte tensione, qualche sequenza profondamente disturbante, nonché una discreta quantità di situazioni suggestive. Il ritmo è veloce e si rimane incollati allo schermo fino alla fine. Insomma, buon divertimento!

Un ringraziamento speciale alla nostra traduttrice nerd Daesdemona, che ci regala sempre i film più spaventosi!

TRAMA: Una ragazzina di 14 anni di nome So-jin, è scomparsa. Sul caso indaga il detective Tae-hwan che ritiene sia una semplice fuga da casa di un'adolescente. La sorella maggiore Hee-jin non accetta l'ipotesi del detective e sospetta che dietro la scomparsa della sorellina ci sia qualcosa di più grave e che magari c'entri qualcosa il fanatismo religioso della loro madre cattolica. Tra i vicini di casa, invece, gira voce che la ragazzina fosse posseduta da uno spirito malvagio. Tutto il quartiere vive nel terrore e infatti, presto strani fatti cominceranno ad accadere a chi ha avuto a che fare con la piccola So-jin...

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Buona visione.

martedì 21 ottobre 2014

The Little Prince

Cari piccoliprincipi, 
il film di oggi è del 2008, diretto da Choi Jong-hyeon, classe '69, al suo esordio come regista e con alle spalle appena un precedente come sceneggiatore. Non una grande carriera, insomma, e nemmeno un debutto eccellente, dato che parliamo di un film a budget quasi nullo, però se dopo due anni siamo ancora qui a parlare di cinema sud coreano contemporaneo, è perché tra questi film destinati a passare inosservati fuori dalla Corea, si nascondono dei piccoli capolavori.

Il piccolo principe è una storia per famiglie, che con il classico della letteratura che va a scomodare, ha in comune una sola cosa: il desiderio di raccontare lo strano mondo degli adulti come lo vede un bambino.

Non è un'idea nuova, né realizzata meglio di altre, ma c'è qualcosa di magico nel modo in cui queste storie prendono forma sullo schermo. Un approccio privo di paure e di aspettative, momenti in cui si ride, momenti in cui si piange, momenti in cui qualcuno esagera e manda in vacca la storia, ma alla fine il totale è sempre maggiore della somma delle singole parti. Uno dei pochi film su Asianwiki il cui genere è definito Alcoholism film.

La storia parte bene e tiene il ritmo per tutti i suoi 93 minuti, passando per alcune scelte un po' scontante ed altre che fanno sciogliere in lacrime, fino a un bellissimo finale animato che fa il verso alle illustrazioni di Saint-Exupéry.

Tak Jae-hoon, il protagonista, è anche il motivo per cui questo film ha stimolato la nostra curiosità. L'abbiamo già visto interpretare il fratello scemo nella saga di Marrying the Mafia, ma qui cambia completamente aspetto. Si ironizza sul suo viso tondo, che viene spesso paragonato ad un hamburger, ma il suo è un personaggio cupo, afflitto dai sensi di colpa, che esce dal suo guscio e reagisce solo quando arriva a toccare il fondo.

TRAMA: Jong-chul è il rumorista di una casa di produzione cinematografica. Il suo è un lavoro difficile, ma lui è una sorta di genio in questo campo. Col tempo però, la sua dedizione sul lavoro lo ha allontanato troppo dalla sua famiglia e quando una terribile tragedia si abbatterà sulla sua vita, sarà troppo tardi per tornare indietro... o forse no.

Disponibile su Amazon in DVD sub ENG.
Sottotitoli in italiano ora disponibili nel nostro fansub!
Buona visione.

lunedì 13 ottobre 2014

Obsessed

Cari ossessionati, 
il film di oggi è del 2014 per la regia di Kim Dae-woo, il regista di Forbidden quest. Noto anche con il titolo alternativo di Human Addiction.
Con la solita carica di sensualità ed il suo piglio goliardico, nonostante si tratti di una storia estremamente drammatica, Dae-woo ci conduce in una suggestiva Corea del 1969, alla fine della guerra del Vietnam.

In un rigido clima militare, il colonnello Kim vive una vita perfetta. Intorno a lui, gli orrori della guerra hanno lasciato il fantasma delle sue vittime uccise atrocemente, compagni di battaglia mutilati o tormentati da disturbi da stress post-traumatico, un clima marziale da dittatura militare, ma lui, nella bolla innaturale di un residence per ufficiali, fa a patti col suo passato, cercando di ritagliarsi un piccolo spazio di normalità.

A rompere questo equilibrio precario, una bellissima vicina di casa, moglie di un suo sottoposto. Una donna di origini cinesi, giovanissima e confusa almeno quanto lui. Tra i due scoppia un amore che li travolge come un uragano più che sufficiente per spazzare via il castello di carte delle loro vite.

Un film che colpisce esteticamente per i suoi toni seppia e la ricostruzione impeccabile di abiti e ambientazioni del dopoguerra e colpisce l'anima con il dramma viscerale di questo amore perfetto, ma anche impossibile e disperato. Una lenta discesa negli inferi del proprio passato per il protagonista, che sfocia in un rapporto morboso in cui i due amanti si ritrovano prima in un vortice di lussuria sfrenata, poi in un'insana ossessione capace di distruggere tutto.

Un'altra traduzione a cura di ela, Mac Guffin, Daesdemona e DeepWhite999, che non vedevano l'ora di regalarci questo capolavoro!

TRAMA: il colonnello Kim Jin-pyeong è un eroe di guerra pluridecorato, ma è anche il genero del suo superiore. La sua carriera è tutta in discesa, ma quando nella residenza vicina alla sua si trasferisce un suo subordinato e la sua bellissima moglie cinese, qualcosa in lui scatta. Un'ossessione inarrestabile che rischia di mandare all'aria la sua vita perfetta...

Presto disponibile in DVD.
Sottotitoli ora disponibili nel nostro fansub.
Buona visione.

venerdì 5 settembre 2014

One on One

Cari Kim Ki-dukers,
il film che vi presentiamo oggi è del 2014 e come tutti i film del maestro, generano un grande fervore nella nostra redazione. Si avvicina il nostro secondo compleanno e già a pochi mesi dall'apertura, la nostra scalata alla filmografia di Kim Ki-duk si era avviata praticamente da sola.

A costo di alcune notti in bianco, siamo stati i primi a pubblicare i sottotitoli per Pieta, siamo andati alla ricerca di capitoli dimenticati come Amen e nonostante la mancanza di dialoghi, abbiamo subbato quel poco che c'era da tradurre di Moebius. Fin dai tempi di The isle, il nostro amore incondizionato per questo regista era più che palese.

Col passare degli anni, la filmografia di Kim è diventata immensa, tanto da creare un mondo, con le sue immagini ricorrenti e il suo linguaggio. Proprio il metalinguaggio dell'universo kimkidukiano è nell'occhio del ciclone per gli ultimi controversi lavori. Dopo lo scivolone di Dream e prima dell'uscita di Arirang, il regista si ritira in meditazione e l'uomo che scende dalle colline, non è lo stesso che è salito. I suoi templi galleggianti nel nulla, sono storia passata. Il suo monaco perfetto, rappresentazione del superuomo costretto a spettatore della sua stessa vita deragliata e corrotta dal desiderio e dall'avidità, diventa in carne ed ossa. Una svolta spirituale che non ha divinità né riti, ma solo un accorato invito alla rinuncia dei beni terreni, per ritrovare sé stessi in un rinnovato amore per il mondo e per l'umanità.

La parola d'ordine quando si parla di Kim, è violenza. Mentiremmo se non ammettessimo che la prima visione dei suoi film, la si fa sempre con il cuore in gola. Negli anni, i suoi film hanno sdoganato stupri, incesto, evirazione, cannibalismo. Non sai mai cosa aspettarti. Non hai idea di cosa ti farà saltare sulla sedia la prossima volta. Ma questo del "tutto può accadere" è solo il lato divertente. In questo film è più chiaro che mai, perché a una prima visione, la trama sembra un po' pasticciata e un senso di confusione ci assale, ma guardandolo con più attenzione, ci si rende conto che racconta due storie distinte, intrecciate tra loro in modo indissolubile.

Nella prima, il protagonista è Ma Dong-seok. Vi ricorderete di lui per Pained, tradotto per noi da DeepWhite999, Nameless Gangster, tradotto per noi da scodazzi, The neighbor, tradotto per noi da Daesdemona, e New World, tradotto per noi da CIANOLOL, Daesdemona, DeepWhite999 e ela.
Lui è il capo degli Shadows, un gruppo di sovversivi violenti che cambiano volto dopo ogni operazione, per non farsi riconoscere. Catturano uomini potenti e li sottopongono a processi sommari, spesso accompagnati da efferate torture. Il loro, per quanto sia incredibile, è un piano per salvare il mondo.

La storia parallela ha come protagonista Kim Young-min, che ricorderete come il discepolo adulto di Spring, Summer, Fall, Winter... and Spring, sempre di Kim Ki-duk. La sensazione di deja-vu avuta sul finale di Moebius o il monaco che passa quasi per caso in Pieta, richiamano con forza quel monaco fuggito dal suo tempio galleggiante e partito per il mondo a cercare la sua vita, ma che finisce per perdersi in essa, risucchiato dal suo lato umano e quindi animalesco, egoista, violento. Lui è l'uomo perfetto, capace di dominare la mente e lo spirito, che sceglie di vivere l'ebbrezza di una vita normale. Un punto di vista che condanna gli atteggiamenti, ma ci tiene a ricordare che l'umanità, come idea di base, è una cosa bellissima ed ogni errore è reversibile.
A questo angelo caduto, il regista assegna ben 8 personaggi, spesso difficili da individuare. Con un gioco di travestimenti, Young-min spunta come esecutore di quell'omicidio-peccato originale, che lo farà cadere come prima "vittima" nelle mani degli Shadows. Parallelamente, nelle vesti di un cliente arrogante, di un capo esigente, di un fratello tiranno, di un marito violento, di un esattore spietato e di un truffatore senza scrupoli, aizza i sei componenti degli Shadows contro sé stesso. L'ultimo personaggio è proprio il monaco. Quel suo alter ego che arriva da 10 anni fa e che sembra senza emozioni, staccato dal mondo. Un osservatore puro, ormai libero dalle catene dei suoi desideri.

Il film è stato presentato nei giorni scorsi, alla 71esima Mostra del Cinema di Venezia, come film d'apertura della Giornata degli Autori.
Sarà distribuito in tutti i cinema d'Italia nei prossimi mesi, grazie alla Fil Rouge Media, sia sottotitolato, che con un doppiaggio che a definirlo agghiacciante gli si fa un complimento.

TRAMA: Oh Min-ju è una ragazzina che viene brutalmente uccisa mentre torna da scuola. L'omicidio viene rapidamente insabbiato, perché dietro ci sono, tra esecutori e mandanti, sette uomini molto potenti. La storia finirebbe qui, se non fosse che altri sette uomini di una compagnia paramilitare, se non terrorista, cattura e tortura in modo efferato le persone coinvolte in questo omicidio, trasformandole da carnefici in vittime. Una spirale di violenza e terrore che presto risucchia ogni persona coinvolta...

Presto disponibile in DVD
Sottotitoli disponibili nel nostro fansub!
Buona visione.