sabato 30 marzo 2013

Time

Cari orologiai, 
il film di oggi è del 2006 ed è il tredicesimo del nostro amato Kim Ki-duk. Dopo L'arco e prima di Soffio, in un ottica in cui la campana gaussiana non è applicabile ad un artista capace di rinnovarsi e trasformarsi in continuazione. Una fase bella, diretta, fatta di storie che è bello raccontare. Forte di un'arroganza che gli ha permesso di superare i successi passati e continuare a testa bassa con i suoi film intensi, imperfetti, senza paure o aspettative.
Time è vivace quando scorre, drammatico nei contenuti, mantenuti sapientemente in un clima di tensione. Lui è un idiota egoista, lei una pazza isterica, il medico che casca dalle nuvole (la deontologia, questa sconosciuta!) ci portano in giro per location suggestive, foto custodite e poi distrutte per celare un segreto, sentimenti che ti soffocano e decisioni drastiche.

TRAMA: Seh-hee e Ji-woo sono una bellissima coppia. Giovani, belli, benestanti. Lui un po' farfallone, lei gelosa da morire. Quando il sospetto che la loro relazione stia volgendo a termine solletica l'istinto di lei, qualcosa scatta. Un meccanismo a tempo che li separa e poi li fa incontrare di nuovo, con una nuova faccia, portando indietro le lancette dell'orologio della loro relazione, finchè...

Disponoble su Amazon in DVD full ITA.
Buona visione. 


mercoledì 27 marzo 2013

A man who was Superman

Cari supereroi, 
il film di oggi risale al 2008 per la regia di Jeong Yoon-cheol e segna un gradito ritorno su queste pagine: Jun "Gianna" Ji-hyun, l'attrice che ci ha deliziati tutti in My sassy girl. Affianco a lei Hwang Jung-min, che abbiamo visto in La moglie dell'avvocato e vedremo in Black house e Bittersweet life.
Un film a cavallo tra il fantastico e il realismo più disincantato, che punta il dito contro l'egoismo e l'individualismo di una società che cresce all'ombra di una normalità sempre più definita e innalzata a parametro, sotto il quale qualsiasi forma di deviazione viene risucchiata al disopra della superficie, oppure schiacciata inesorabilmente.

Il film è molto gradevole, ma spesso ricorre ad espedienti narrativi un po' scontati e prende un po' troppo per mano lo spettatore verso una morale elementare. La coppia protagonista è ben assortita, ma non all'altezza delle aspettative. Jeong si lascia sfuggire alcune occasioni per trasformare un bel film in un capolavoro.

TRAMA: Song Soo-jung (Gianna Jun) è una produttrice televisiva specializzata in servizi strappalacrime su casi umani. Per quanto abbia un discreto successo di pubblico, il network la sottopaga e dopo tre anni la sua carriera langue. Decisa ad andarsene in Africa con una troupe di colleghi, parte con una telecamera presa come anticipo sugli stipendi arretrati. Quando in metropolitana un ladro cerca di scappare con la sua preziosa attrezzatura, Superman le salva la carriera, recuperandole la videocamera e procurandole lo scoop della sua vita. Lui è un uomo sulla trentina, in camicia hawaiiana, che dice di essere Superman, intrappolato in città per via di una scheggia di cryptonite nel suo cervello che gli impedisce di usare i suoi superpoteri...

Alcuni momenti molto divertenti, sottolineati da una colonna sonora puntuale e improvvisi sprazzi di pura poesia che ti prendono alla sprovvista.
Un film assolutamente da non perdere!

Disponibile su Amazon in DVD sub ENG.
Buona visione.

lunedì 25 marzo 2013

Whispering corridors

Care collegiali, 
in Corea amano il cinema. Davvero!
Dal 1945, dopo la resa del Giappone, in Corea muove i primi passi un'industria cinematografica destinata a diventare imponente.
Durante la guerra di Corea, la produzione di pellicole mute a tema libertà e felicità, si arresta, fino all'armistizio del 1953.
Da quel momento, per vent'anni, inizia quella che è considerata l'età d'oro, caratterizzata da una produzione intensa e di grande qualità.
Negli anni '70, il governo decide di mettere mano all'industria cinematografica, sostituendo il precedente Union of Korean Film Promotion con il Korean Motion Picture Promotion Corporation, un organo che con il pretesto di riformare e favorire la produzione cinematografica, di fatto impose pesanti censure per un decennio. 
Negli anni '80, dopo l'assassinio del governatore Park Chung-hee e i tumulti interni al Paese, il clima politico è decisamente confuso. Tuttavia il cinema scopre un periodo di relativa libertà, culminata nel 1992 quando la pellicola Marriage Story, diretta da Kim Eui-suk, con Him Hye-jin (che troveremo nel cast di Green Fish di Lee Chang-dong), viene finanziata dalla Samsung, bypassando il controllo statale e lanciando la seconda età d'oro che dura fino ad oggi. 
Per approfondire sul cinema coreano precedente agli anni '90, vi consigliamo questo meraviglioso canale youtube.

Tornando a noi, il film di oggi è del 1998, scritto e diretto da Park Ki-hyung ed è un film di genere Horror, molto classico, con ambientazione in un sinistro collegio femminile. Nonostante il discreto successo in patria, i tempi non erano ancora maturi per approdare all'estero, ma è stato comunque sufficiente per diventare il capostipite di una saga che conta ad oggi ben cinque episodi. I film non hanno molto a che fare tra loro, tranne essere tutti ambientati in un liceo femminile e tutti trattano il tema del suicidio e dei fantasmi inquieti.

Non è un film bellissimo, nè in generale, nè come horror, ma è comunque piacevole  e divertente e si inquadra alla perfezione nel clima dell'esplosione che porterà il cinema coreano fino a noi... be' noi italiani ci arriveremo, prima o poi.

TRAMA: la professoressa Park, meglio nota come Vecchia Volpe, si attarda nel suo ufficio la notte precedente l'inizio del nuovo anno scolastico nel liceo femminile Jookran. Guardando gli annuari, si accorge di una strana alunna che sembra frequentare le lezioni da decenni. 
Si tratta di Jin-ju, una studentessa suicida nell'aula d'arte, il cui fantasma si dice infesti la scuola. 
Mentre cerca di avvisare il preside, qualcosa la aggredisce e la uccide...

Disponibile su Amazon in DVD sub ENG o in cofanetto 5 DVD sempre sub ENG.
Buona visione.

sabato 23 marzo 2013

Poongsan

Cari messaggeri, 
nel sabato di Film Coreani ITA dedicato a Kim Ki-duk, il film di oggi NON E' di Kim Ki-duk. Ormai la filmografia è agli sgoccioli e ci sono rimasti solo pochi titoli da vedere. Mancano Time e Pietà, che arriveranno presto. Di quelli scritti e prodotti dal regista, ma diretti da qualcun'altro, ci siamo già visti Beautiful e Rough Cut e oltre al film di oggi, rimane Secret Reunion, e anche quello arriverà presto.

PoongsanPhungsan Dog è un film del 2011, diretto da Juhn Jai-hong, il pupillo di Kim Ki-duk, che abbiamo conosciuto come regista di Beautiful (2008), con Kim Gyu-ri nel ruolo della protagonista femminile, per la prima volta su queste pagine, ma che impareremo a conoscere presto perchè la vedremo in Memento Mori, il secondo capitolo della saga di Wispering Corridors che parte lunedì e successivamente in hahaha di Hong Sang-soo.

TRAMA: Poongsan è una razza canina molto diffusa in Asia, simile al nostro pastore svizzero bianco e in questo caso è il soprannome di un uomo che fa un lavoro davvero pericoloso. Su commissione di personaggi pubblici e privati, valica il confine tra la Corea del sud e quella del nord per consegnare corrispondenza e varie ed eventuali. Un messaggero specializzato a non lasciare tracce e non fare rumore. Proprio come i cani utilizzati in tempo di guerra per consegnare messaggi in zone infestate dai cecchini. Un messaggero la cui utilità è enorme, ma il cui vantaggio principale è proprio lo scarso valore che si dà alla sua vita. Quando il "pacchetto" da consegnare si rivela una donna bellissima, la fedeltà e l'integrità dell'uomo, vacilla. Tra i due sembra nascere qualcosa, ma con una vita come la sua, un poongsan innamorato, è un poongsan morto.

Disponibile su Amazon in DVD region free sub ENG.
Buona visione.

mercoledì 20 marzo 2013

Howling

Cari lupacchiotti, 
il film di oggi è un poliziesco del 2012, diretto da Yoo Ha, nome d'arte di Kim Young-joon, classe '63 solo al suo sesto lungometraggio da regista. Non perché non piacciano i suoi film (oltre 30 mlioni di dollari di incassi!), ma piuttosto perché prima di tutto è famoso in patria come poeta.
Il poliziesco è un film di genere, con le sue regole e i suoi tempi. Un po' come la poesia, ma anche no. Quello che intendo è che c'è molto più di quello che vi aspettate. Prima di tutto Song Kang-ho, con tutto il suo carisma e quella presenza scenica di cui è impossibile stancarsi, poi c'è lei: Lee Na-young, protagonista di Dream di Kim Ki-duk.

La storia è tratta dal romanzo The hunter (1996) della scrittrice giapponese Asa Nonami.

TRAMA: Il detective Sang-gil e la novellina Eun-young, ricevono il caso di uno strano suicidio. Nonostante gli attriti iniziali, svolgono molto bene il loro lavoro, scoprendo che il caso dell'uomo che si è dato fuoco all'interno della sua macchina, non è un semplice suicidio. Insieme vanno a caccia di un serial killer molto particolare...

Un ringraziamento speciale a hellboy27 per i sottotitoli!
Disponible su Amazon in DVD e BLURAY sub/dub DE.
Buona visione.

sabato 16 marzo 2013

The Coast Guard

Cari guardacoste, 
per chi non lo sapesse, da queste parti il sabato è il giorno consacrato al regista Kim Ki-duk. Il film di oggi è del 2002, ottavo lavoro del regista. Per nulla intimorito dal successo di Bad guy, uscito l'anno prima e a parità di costo (meno di un milione di dollari di budget totale) ha spiazzato tutti con i suoi quasi 300 mila spettatori, si ripresenta al botteghino come se niente fosse, con un film diverso e coraggioso.
Un film contro i militari, la guerra, la violenza in generale, che presenta un plotone di guardacoste in una bellissima località marittima vicino al confine con la Corea del nord, ridicolizzando la disciplina, la gerarchia e il modo stesso in cui gli ordini sono eseguiti. Non ho idea di quanto ci sia di vero in quello che si dice sui protocolli militari, sul coprifuoco in zona di confine, non è nemmeno importante ai fini della storia. Certamente anche da noi a valicare un confine militare si rischia la vita. Il problema nasce quando seguendo ordini stupidi, senza pensare alle conseguenze, si scopre di avere una coscienza. Si scopre che l'odio genera odio, la violenza genera violenza e quando tutto è perduto non rimane che la pazzia.

Come in tutti i film dell'universo Kimkidukiano, i personaggi non sono cattivi ed è proprio questa la loro condanna. Sono buoni che hanno smarrito la via, buoni che agiscono d'impulso e fanno una cazzata e poi la pagano cara. Non è una condanna verso le persone o verso l'istituzione militare, ma piuttosto contro il sonno della ragione.

TRAMA: Kang Sang-byeong è uno zelante soldato della marina Coreana del sud, di stanza in una base nei pressi del confine con la Corea del nord. Ogni notte una pattuglia sta di guardia sulla spiaggia nell'eventualità che una spia nord coreana cerchi di superare a nuoto il confine. Una prassi che si porta avanti dal dopoguerra e prevede onore e gloria per chi esegue gli ordini, sparando per uccidere. Pazienza se poi si tratta di una coppia di civili ubriachi in cerca di intimità...

Disponibile su Amazon in DVD ed. USA sub ENG/SPA.
ATTENZIONE: disco regionalizzato #1 potrebbe non funzionare nella maggior parte dei lettori dvd.
Buona visione.

giovedì 14 marzo 2013

Antarctic journal

Cari pinguini, 
il film di oggi risale al 2005 ed è stato un flop. Opera prima del regista Yim Pil-sung, vanta un cast eccezionale come Song Kang-ho che abbiamo visto ne La trilogia della vendetta, Memories of murder, The host e The show must go on, e Yoo Ji-tae che conosciamo per Oldboy e Secret love. La pellicola ha suscitato scalpore per il suo budget elevato (6,5 milioni di dollari), inusuale per un esordiente. Una volta al cinema, lo spettatore coreano si è rivelato sospettoso e gli incassi non hanno superato i 5,5 milioni.
La storia, ambientata nel punto più sperduto del continente Antartico, è stata in realtà girata in Nuova Zelanda, in una località montuosa. Il cast e l'ambientazione da soli, valgono le due ore della vostra vita. La suggestione del deserto di ghiaccio e la consapevolezza che il minimo errore potrebbe costare la vita alla spedizione, fanno il resto. L'istinto di sopravvivenza e l'ossessione per una meta difficile da raggiungere, fanno vivere i personaggi costantemente sul filo del rasoio.
Un giorno perenne ferisce gli occhi col suo candore anche nelle ore notturne e non dà tregua all'equipaggio stremato che cerca di dormire, il tutto in un ambiente silenzioso e asettico.
Le riprese dall'alto della carovana col suo carico essenziale per la sopravvivenza, in marcia nel mezzo del nulla, fanno intuire che il minimo attrito scatenerà i mostri che ogni uomo per sua natura si porta dentro.

Un film bellissimo che scivola via in fretta, nonostante i suoi dialoghi lenti e strascicati, ma che trova i suoi limiti in troppa cane al fuoco, riferimenti sovrannaturali, espedienti da k-horror caduti nel vuoto e un diario che tutto sommato avrebbe potuto anche non esserci...

TRAMA: Choi Do-hyung (Song Kang-ho) è a capo di una spedizione coreana nel continente Antartico, per raggungere il P.O.I. (Pole Of Inaccessibility), il punto interno al continente, più lontano da qualsiasi linea costiera. Già raggiunto nel 1958 da una spedizione russa, costituisce una delle più grandi sfide sulla terra.
Una squadra di sei uomini, molto preparati e con attrezzature all'avanguardia, tentano l'impresa.
Il loro cammino è faticoso, ma inizialmente spensierato. Regna l'entusiasmo e la voglia di scherzare, ma lentamente il sole perenne, il silenzio, il candore del deserto di ghiaccio, voragini che ti si aprono all'improvviso sotto i piedi, cambiano l'umore della squadra.
Dai ghiacci spunterà il cadavere di un esploratore inglese che nel 1922 ha tentato l'impresa senza successo e il suo diario, perfettamente conservato per ottant'anni. Dentro quel diario, la descrizione di un viaggio difficile dall'esito tragico, che assomiglia drammaticamente a quello intrapreso dai sei uomini coreani...

Disponibile su Amazon in DVD ed. Germania sub/dub DE.
Buona visione.

sabato 9 marzo 2013

Real fiction

Cari artisti,
il sabato di Kim Ki-duk oggi ci porta nel suo lavoro più visionario: Real fiction.
Uscito nel 2000, è un film-esperimento che assomiglia a una rappresentazione teatrale.
Girato in tre ore e mezzo, con solo scene prime, rappresenta una sorta di gioco, qualcosa che il regista giovanissimo e ancora sconosciuto ha voluto realizzare ponendo dei limiti alla regia, quanto a tutta la troupe.
Il risultato è un film strano, sporco nel girato e nella recitazione, in cui l'ansia si percepisce sia davanti che dietro la telecamera. Un film difficile da realizzare, difficile da trovare, forse inizialmente anche un po' da guardare. Lo spettatore viene tenuto allo scuro della trama e segue il protagonista in un pellegrinaggio in cui non è ben chiaro il limite tra realtà e fantasia, un espediente narrativo che verrà sviscerato in seguito dallo stesso regista quando scriverà la trama di Rough cut. Ma c'è anche un senso di sorpresa nel trovarsi davanti a qualcosa di diverso e interessante.
Sempre in tema di realtà e fantasia che si inseguono, presto vedremo su queste pagine Interview (2000) di Byeon Hyeok, il settimo film incluso nell'elenco del manifesto Dogme 95, nonchè unico film asiatico ad aver aderito al movimento avanguardista fondato da Thomas Winterberg e Lars von Trier.

TRAMA: Na (Jun Jin-mo) è un artista eccentrico in continua ricerca di ispirazione. Incontra e si scontra con i suoi personaggi nella vita reale e poi li porta sul palcoscenico, dove li affronta e spesso li uccide. Sarà fiction o realtà?

In nomination per il Golden St. George 2001.
Disponibile in DVD sub ENG.
Buona visione.

giovedì 7 marzo 2013

Green chair

Cari maniaci, 
il film di oggi rappresenta il nostro personalissimo omaggio al regista Park Chul-soo, recentemente scomparso a causa di un incidente stradale. E' stato prodotto dalla casa indipendente fondata dallo stesso regista con un budget inferiore ai 2 milioni di dollari.
Uscito nel 2005, racconta di un amore impossibile tra una donna adulta e un giovane di 19 anni.
In Corea del sud la maggiore età si raggiunge al compimento dei 20 anni e per quanto l'età del consenso sia fissata in appena 13 anni, quando ad avere un rapporto con un minorenne è una persona definita Wi-Ryeok (위력) che significa più potente, inteso come più forte fisicamente, più anziano, più ricco, impiegato statale o qualsiasi altra forma di superiorità, il rapporto è considerato stupro anche se il partner minorenne dichiara di essere consenziente (fonte). 
Il film è molto spinto e molto drammatico. Di amori impossibili su queste pagine ne abbiamo visti tanti. Lover, per esempio. Oppure Secret love. Anche di film un po' spinti, come The housemaid o La moglie dell'avvocato
Siamo convinti che amerete anche questo!

TRAMA: Mun-hee è una donna di 32 anni, con un divorzio alle spalle e una vita triste. Il giovane diciannovenne Seo-hyun le restituirà il sorriso, ma il prezzo da pagare sarà molto alto...

Candidato al Sundance e al festival di Berlino e scelto come film d'apertura del festival di Los Angeles.  
Disponibile su Amazon in DVD on demand sub ENG.
Buona visione.

sabato 2 marzo 2013

Crocodile

Cari anfibi, 
il film di oggi è datato 1996 ed è il debutto del regista in assoluto più amato di questo blog e del nostro gruppo facebookKim Ki-duk.

Un debutto che ha tutti i tratti del regista che abbiamo imparato ad amare, a partire dal protagonista interpretato da Cho Jae-hyun, che da questa pellicola, sarà considerato il suo attore-feticcio.


Un film datato, adatto ad un pubblico di appassionati del regista in primis, anche perché presentato con una pessima qualità audiovisiva anche nei supporti originali. Secondo alcuni, il fascino di questo film un po' sta in questo, secondo me invece, sarebbe bello se fosse restaurato, perché a parte la morbosa ricerca dei tratti tipici del regista, il film in sé, meriterebbe molta più attenzione.


Tralasciando il fatto che si tratta di un esordio eccellente, il giovanissimo Kim ci propone un'opera titanica, per lui e per la produzione ridotta all'osso, ma anche per il desiderio di raccontare la deriva della società coreana attraverso una storia che è tutta una grande metafora.


Il fiume Han è il simbolo della Corea da nord a sud. Attraversa Seul, ha reso fertili le pianure nei millenni, è stato conteso come territorio prezioso e come riserva d'acqua dolce. Scorre nella cultura coreana e nelle vene di chi abita quell'antica penisola, ma negli ultimi anni, la gente non ha più avuto tempo di venerarlo. Le città ci scaricano le proprie fogne, le industrie i loro liquami inquinanti, la gente ci butta dentro la sua spazzatura. La civiltà moderna non ha tempo per vecchi riti e vecchie superstizioni. L'amore, il rispetto, la cultura, sono fardelli che non servono a chi ha i soldi, perché i soldi significano belle macchine, ville da sogno, viaggi esotici e donne bellissime da esibire come trofei.


A chi non ha i soldi, non resta che trovare un modo per procurarsene quanti più possibile. Non importa come. Questo Coccodrillo lo sa bene, ma forse gli sfugge che se i pochi soldi che riesce a racimolare, li usasse per il benessere suo e di quelli che vivono con lui, la sua vita sarebbe meno miserabile e i suoi compagni di sventura, assomiglierebbero a una vera famiglia.


Coccodrillo non ha tempo di pensare e il suo sbattersi per soddisfare la sua ingordigia, non è altro che una caparbia corsa contro un muro. Investe i suoi soldi in improbabili partite a poker con "amici" imbroglioni e ogni volta ne esce più povero di quando ha cominciato.


La bella Woo Yun-Gyeong, per la prima ed ultima volta sul grande schermo, interpreta Hyung-jun, l'Eva di tutte le donne di Kim. Un personaggio etereo, deumanizzato per scelta di vita e per esigenze di copione, ma verosimile nel suo modo di fare breccia in un cuore arido, semplicemente smettendo di combattere. Lei è il vettore del contagio. Porta in un mondo meschino, la luce della pietà. Rompe gli equilibri, predispone al sacrificio.


Il nostro DeepWhite999 e l'impagabile ela, riportano alla luce questo piccolo capolavoro, traducendo con la solita cura maniacale fino all'ultima parola. Ripescano frasi da traduzioni in altre lingue e dai sottotitoli in inglese dei supporti originali, per permetterci di godere di nuovo di questo stupendo pezzo di storia del cinema coreano contemporaneo.


Un film da non perdere se amate Kim Ki-duk, ma anche no!


TRAMA: Yong-pae (Cho Jae-hyun), è un giovane disperato che vive in una tenda sulle rive del fiume Han. Tira a campare con piccoli furti, pestaggi, truffe e ricatti, ma soprattutto, grazie alle sue straordinarie capacità di nuotatore (che gli valgono il soprannome di Coccodrillo), quando capita ripulisce i cadaveri delle persone che spesso si suicidano gettandosi dal ponte, rubando portafogli ed effetti personali. Con lui vivono un anziano barbone che passa le sue giornate a raccogliere lattine e un bambino. Quando a buttarsi dal ponte è una bellissima ragazza di nome Hyung-jun (Woo Yun-Gyeong), lui la salva facendone la sua schiava. Ma quella ragazza remissiva e depressa, finirà per fare breccia nel cuore di ghiaccio del feroce Coccodrillo...


Disponibile su Amazon in DVD ed. Germania sub ENG DE FR.

Sottotitoli disponibili nel nostro fansub!
Buona visione.