giovedì 30 maggio 2013

Joint Security Area

Cari demilitarizzati, 
mentre su facebook si celebra la settimana di Park Chan-wook, la redazione del blog si gira i pollici, perchè del signor Park da queste parti abbiamo già visto praticamente tutto. Impossibilitati a vederci il vero esordio di uno dei nostri registi preferiti (che nel 1992 firma The moon is the sun's dream ma nessuno lo traduce in inglese e gira solo soletto da anni un orribile VHS-rip), ecco che tiriamo fuori dal cappello il primo successo di pubblico del regista. JSA, uscito nel 2000, è infatti stato premiato come miglior film al Grand Bell e al Blue Dragon e per un po' è stato il film record d'incassi tra quelli mai sfornati dal prolifico cinema nazionale. C'è poco da stupirsi oggi, basta guardare il regista Park Chan-wook (anche se al tempo non se lo filava nessuno!), Lee Young-ae che ci incanterà 5 anni dopo col personaggio di Lee Geum-ja in Lady vendetta, poi Song Kang-ho e Lee Byung-un che oggi non hanno bisogno di presentazioni, ma al tempo sì.
Insomma, un film di gradi talenti mescolati tra loro e riversati sullo schermo con una noncuranza spaventosa, ma anche con una spensieratezza che un cast così oggi non avrebbe se fosse riunito. O forse sì?

Si tratta di un Thriller costruito su una sparatoria tra militari, ma è l'ambientazione a fare la differenza. La JSA (Joint Security Area) è il centro della DMZ (DeMilitarized Zone), una lingua di terra che delimita le due coree ed è controllata dai due eserciti che solo nella JSA possono stare faccia a faccia. A volte invece che JSA, i media di nord e sud Corea si riferiscono alla zona come il villaggio dell'armistizio in riferimento ai fatti storici avvenuti il 27 Luglio 1953, ma spesso anche con Panmunjom, il nome di un pacifico villaggio di agricoltori che nell'attuale JSA coltivava la terra e allevava animali. Un villaggio che la guerra ha spazzato vi, distruggendo le case e sterminando tutti i suoi abitanti e ancora oggi, a sessant'anni dall'armistizio, insulta la memoria di quello che è stata quell'area, con la pazzia in pianta stabile di questi due eserciti che si affrontano ogni giorno in silenzio. Un silenzio strano, innaturale, in cui il film (e il romanzo da cui è tratto prima ancora) immagina uno sparo improvviso e un'indagine per trovare il colpevole di un "banale" omicidio. Uno sparo che risuona più forte e improvviso, perchè sovrasta quel silenzio spettrale. Quello della JSA, ma anche quello del villaggio fantasma di Panmunjom, un villaggio di fantasmi inquieti, che da un momento all'altro potrebbero trovare il modo di consumare la loro vendetta.

TRAMA: Il maggiore Sophie E. Jean (una donna sizzera di origini coreane), a capo della commissione di supervisione delle nazioni neutre, indaga su un delicato caso di omicidio di due militari nord coreani di stanza nella JSA. L'indagine trova il suo primo sospettato nel sergente Lee So-hyeok, catturato mentre cercava di rientrare nel versante sud della base. La sua versione dei fatti è di essere stato rapito ed essere riuscito a liberarsi dai suoi carcerieri, che poi sono rimasti uccisi. Il sergente Oh Kyeong-pil, nord coreano, presenta invece un'altra versione dei fatti, in cui il sergente del sud avrebbe fatto irruzione nei locali nemici sparando all'impazzata. La storia in realtà è molto complessa...

Disponibile su Amazon in DVD sub ENG.
Buona Visione.

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